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"Illegittime le multe croate agli automobilisti italiani"

Dopo la segnalazione di numerosi casi a Fiume, interviene l'Ambasciata italiana a Zagabria sul ministero della Giustizia croato. Per Confapi Fvg è opportuno fare ricorso e in quanto, secondo norme Ue, i "notai croati non sarebbero abilitati a inviare le richieste di pagamento" a stranieri

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TRIESTE Non avevano pagato il parcheggio a Fiume (Croazia), secondo i decreti di esecuzione da parte di un notaio di Pola; ma le persone fisiche e le imprese italiane multate non erano mai stati in quel Paese. «L'anomalia, o vera e propria truffa», è stata segnalata dalla Associazione Piccole e Medie Industrie Fvg - Confapi Fvg al Console generale d'Italia a Fiume, il quale ha posto il problema all'Ambasciata d'Italia in Croazia che è intervenuta sul Ministero della Giustizia croato.

Per Confapi sono coinvolte «persone che mai avevano circolato e tanto meno parcheggiato (nel 2012), in Croazia con i veicoli di cui era riportata la targa» e le multe dovevano essere pagate entro soli 8 giorni, su un conto corrente domiciliato in Italia e intestato a un avvocato croato. Il Console ha spiegato che non si tratta di una truffa e che «notaio e avvocato coinvolti sono realmente iscritti ai rispettivi ordini», ma la procedura non sembra legittima, poiché i notai croati possono emettere tali atti solo nei confronti dei residenti nelle circoscrizioni.

Per Confapi Fvg la società gestrice avrebbe dovuto chiedere l' emissione di un 'decreto di esecuzionè su modello UE da parte del tribunale croato. Il Console generale suggerisce di fare opposizione al decreto anche in lingua italiana e mediante raccomandata al notaio con una sintetica descrizione dei motivi e facendo anche presente l'irregolarità della procedura.

A pronunciarsi sul ricorso sarà il tribunale croato competente. Per Confapi Fvg, dal momento che non è stato risolto il problema del numero di targa del veicolo che non è mai stato in Croazia, consiglia di «presentare anche la denuncia all'autorità di Polizia italiana».

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