In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Trieste, legittime le multe dei vigili al Dhome

Il giudice di pace rigetta il ricorso dei proprietari sulla musica «udibile all’esterno». Il conto supera i 600 euro

1 minuto di lettura
L’ingresso del Dhome in via delle Beccherie 

TRIESTE Tre ricorsi bocciati riferiti ad altrettante contravvenzioni relative all’emissione di musica udibile alla distanza di 20-25 metri dal locale con la porta aperta.

Non c’è pace per il Dhome, il disco bar di via Beccherie. A dire che le multe inflitte dagli agenti della polizia locale il 10, il 12 e il 27 luglio 2014 erano state comminate correttamente è stato il giudice di pace Francesco Pandolfelli. Che appunto ha respinto le cause proposte dall’avvocato Piero Santi per conto della Euromax, la società di Fulvio Venturi, proprietaria del locale.

E di fatto ha confermato le ordinanze di ingiunzione relative alle sanzioni di 211 euro ciascuna inflitte dagli agenti della polizia locale. Motivo, così si legge nel provvedimento che è stato depositato ieri: è ammessa la contestazione e la prova delle circostanze di fatto della violazione è riservata al giudizio degli accertatori, ovvero degli agenti.

Scrive in proposito il giudice Pandolfelli: «Nel caso di specie, nonostante i verbali di contestazione posti a fondamento delle ordinanze di ingiunzione contengano la descrizione delle ragioni oggettive e soggettive dell’accertamento», il regolamento comunale vieta «oltre agli orari specificatamente previsti di emettere all’interno dei pubblici locali musica udibile all’esterno degli stessi».

Come dire: durante i controlli effettuati - oltre gli orari previsti dal regolamento comunale - le porte del Dhome erano aperte e la musica si sentiva all’esterno. Da qui - secondo il giudice - la specifica violazione. Questo perché la musica, secondo il regolamento comunale, ma anche secondo una approfondita giurisprudenza, non deve appunto essere udibile all’esterno. Insomma, non è una questione di decibel e di accertamenti tecnici, ma solo ed esclusivamente di valutazioni. Per questo il giudice nella sentenza rileva la cosiddetta fede privilegiata dell’agente della polizia locale: in sostanza la valutazione del vigile è un elemento di prova in quanto tale.

Nel ricorso dell’avvocato Santi era stato rilevato che il Dhome «è progettato e realizzato con il fine specifico di rispettare tutti i limiti di legge in materia di impianto acustico, avendo Euromax (ndr, la società proprietaria) già da tempo ottenuto tutta la documentazione tecnica relativa all’impianto acustico, documentazione depositata anche all’Arpa Fvg».

Non solo, riguardo i verbali contestati nel ricorso bocciato l’avvocato Santi osserva che «non è sostenibile che qualsivoglia intervento sanzionatorio possa essere basato su impressioni o percezioni meramente soggettive». E poi a voce parla di accanimento.

Nello scorso mese di giugno il giudice Luigi Dainotti aveva disposto - relativamente a un procedimento penale attivato dal pm Antonio Miggiani - il sequestro preventivo degli impianti musicali del Dhome. Il provvedimento è stato poi parzialmente revocato per una parte dell’impianto. Infatti solo gli altoparlanti sono rimasti bloccati e la musica si ascolta esclusivamente con le cuffie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori