Trieste, boom di adesioni al progetto spesa sospesa

Un carrello della spesa pieno zeppo di prodotti freschi

Risultati oltre le aspettative. In pochi giorni raccolti fondi in grado di aiutare 50 famiglie povere a fronte delle 4 previste

TRIESTE Trieste si scopre solidale. Ancora una volta, nel giro di appena qualche settimana, la città risponde con forza all’appello delle istituzioni ad aiutare chi ha più bisogno. Prima nella donazione di coperte e vestiti per i profughi del Silos, ora in soccorso di chi non ha abbastanza da mangiare.

La “Spesa SOSspesa”, il nuovo progetto di raccolta alimentare che mette insieme il Comune, la Prefettura, le Coop Nord Est e il Centro servizi volontariato del Fvg, ha un successo inaspettato. Grazie alla generosità dei cittadini, gli undici punti vendita della nota catena di distribuzione sono riusciti ad accumulare in pochi giorni quasi 1.500 euro. A questo ritmo, stando ai calcoli degli operatori, sarà possibile sostenere ogni mese ben cinquanta famiglie povere.

Non era mai accaduto in modo così sistematico e capillare. E nessuno immaginava si potesse ottenere tanto: le stime iniziali parlavano di appena quattro nuclei, scelti dagli uffici dell’assessorato alle Politiche sociali tra chi si trova nelle condizioni economiche peggiori.

L’idea, proposta dal Csv, è semplice: ciascun cliente, arrivato alla cassa, può aderire offrendo una piccola somma di denaro. Anche un solo euro. I versamenti vengono poi accumulati di giorno in giorno per creare un conto aperto a disposizione dei più indigenti. Il sistema prevede un’organizzazione precisa: i beneficiari selezionati dal Comune devono recarsi al supermercato stabilito di sabato pomeriggio, con orario 17-19.

Sono i volontari del Csv ad accompagnare le persone tra gli scaffali. I prodotti disponibili sono quelli di prima necessità, come pane, pasta, riso, latte, biscotti, carne, yogurt, cioccolato e caffè, ad esempio. L’intenzione è di assicurare 50 euro di spesa per i nuclei fino quattro componenti, di 80 euro dai cinque in su.

Un progetto, come tanti altri messi in piedi dal welfare cittadino, lanciato stavolta su larga scala per fronteggiare il peso schiacciante della povertà che grava sulla popolazione. Un’emergenza che appare in tutta la sua nitidezza dai numeri, innanzitutto: se per il sociale il Comune stanziava 3,9 milioni di euro a bilancio nel 2011, ora la stessa voce è salita a 4,4 milioni nel 2014.

A farsi avanti sono soprattutto i senza reddito, chi cioè ha perso il lavoro. Non a caso il 30% dei fondi erogati dagli assistenti sociali se ne va per mantenere affitti e bollette. Sono ben 8.091, ad oggi, le richieste di aiuto registrate su questo filone d'intervento e l’entità stessa dei contributi pro capite è cresciuta, passando dai 1.174 euro del 2011 ai 1.479 del 2014.

Povertà è spesso sinonimo di emergenza abitativa: il 10% dell’intera popolazione triestina vive in alloggi Ater e chi si mette in lista per un contributo per l’affitto, anche nel mercato privato, ha un reddito sotto i 10.100 euro annui. È in questo scenario che si inserisce l’iniziativa della Spesa SOSpesa, partita lo scorso 12 ottobre.

A pochi giorni dall’avvio è già possibile fare qualche conto: nella prima settimana, quella che andava dal 12 al 19 ottobre, nei supermercati Coop sono stati raccolti 650 euro. La seconda settimana, fino al 25 ottobre, ulteriori 800. Per la terza settimana gli operatori se ne attendono altrettanti. Mantenendo un trend del genere si arriverebbe, ogni mese, a circa 3.200 euro.

Se si considera una spesa media di 65 euro a testa (50 euro per i nuclei più piccoli, 80 per quelli più allargati con più figli a carico), il budget permetterebbe di sostenere una decina di famiglie alla settimana, una cinquantina al mese. A fronte della 4 previste in fase di avvio. Non a caso il Comune ha fornito appena 7 nominativi.

«Non pensavamo a un successo del genere - commenta Pierpaolo Gregori, consigliere del Csv -. Ora aspettiamo altri nomi perché, con quanto è stato accumulato, la disponibilità è aumentata in modo esponenziale. In effetti speravamo che il progetto ottenesse un buon riscontro nella popolazione, ma i risultati stanno andando ben al di là di qualsiasi previsione. Avere la consapevolezza che questo sforzo darà aiuto a ben cinquanta famiglie triestine, quando invece l’obiettivo iniziale era di raccogliere almeno 50 euro la settimana per provvedere a non più di quattro al mese, è un motivo di orgoglio. Per noi e per tutti quei volontari che stanno dando una mano».

Soddisfatta pure l’assessore Laura Famulari. «Sta andando molto bene - spiega - infatti dobbiamo aggiornare l’elenco dei beneficiari». E Annamaria Rossi Giove, presidente del Distretto sociale di Coop Nord Est a Trieste: «Penso che i triestini siano molto motivati, così come le cassiere che ricordano ai clienti l’opportunità di fare un piccolo dono. Alla fine costa poco, perché con un euro in più o in meno in tasca non si diventa più ricchi o più poveri. Ma la somma può davvero fare la differenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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