Migranti: il rischio della rotta sul Fvg

Migranti alla frontiera tra Slovenia e Austria

Gruppo di migranti fermato in Croazia: timori di chiusura del percorso “normale”, puntavano a Fiume per poi dirigersi a Nord. Ma difficili le condizioni di transito

TRIESTE. Sta per aprirsi una nuova rotta dei Balcani? L’allarme giunge dalla Croazia dove nei giorni scorsi sono arrivati alcuni migranti. A Donji Lapac e a Vrhovina sono stati intercettati rispettivamente un siriano di 35 anni e quattro curdi, un trentatreenne, due trentaduenni e un ventiseienne. Inoltre un gruppo di altri 15 migranti è stato intercettato a Biha„.

E Zagabria, come scrive il Jutarnji list, teme che si stia aprendo una nuova strada che partendo sempre dalla Turchia passi per la Grecia, l’Albania, il Montenegro, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia ma in direzione Fiume e da qui in Italia, per poi arrivare in Austria.

Secondo questo scenario, visto l’inarrestabile fiume di persone che sta percorrendo la strada che porta in Slovenia e da qui a Šentilj verso l’Austria il timore è che a breve questa via venga chiusa. Per cui ci sarebbero già le prime avvisaglie del nuovo cambiamento di direzione dell’esodo. I quattro curdi fermati a Vrhovina hanno raccontato di avere attraversato la Grecia, la Macedonia: poi hanno girato in Albania e hanno proseguito verso Nord attraversando il Montenegro e giungendo a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina. Da Sarajevo hanno proseguito per Biha„ e poi sono entrati in Croazia attraverso Petrovo selo per poi andare in direzione dei laghi di Plitvice. Da qui sono giunti a Vrhovina dove sono stati fermati. Ma la loro intenzione era di raggiungere Fiume e da qui l’Italia e poi su, attraverso il Friuli Venezia Giulia verso l’Austria.

Se guardiamo al passato, questa sorta di nuova rotta era stata utilizzata dai trafficanti di uomini già nel 2011, ma alcuni fatti hanno poi fatto desistere i migranti. Una donna kosovara infatti è morta nella neve durante il viaggio. Le condizioni di transito infatti sono molto difficili. molte le zone montuose da attraversare: e visto l’approssimarsi dell’inverno, sembra decisamente improponibile un esodo di massa lungo questa direttrice.

Il rischio vero, invece - e se ne è parlato anche in questi giorni a Šentilj, in Slovenia al confine con l’Austria - è che il freddo e la neve facciano veramente deviare il flusso ma non su una nuova rotta Sud-Nord attraverso i Balcani, ma che questa subisca una deviazione verso Ovest all’altezza dell’Albania per poi rimettere in moto il già ben conosciuto business degli scafisti schipetari verso la Puglia.

Alcune informative dei servizi di intelligence però non disdegnavano la possibilità che il flusso di migranti possa arrivare anche sulla costa meridionale della Dalmazia e da lì proseguire verso l’Italia, attraversando l’Adriatico o risalendolo verso il Golfo di Trieste, lungo la costa riducendo così al minimo i probabili disagi dovuti al cattivo mare.

(m. man.)

@ManzinMauro

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