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Dal sottosuolo di Pola a Grenoble

Il laboratorio francese restaurerà una imbacazione romana trovata in via Flacco

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POLA. Verrà restaurata e conservata presso il noto laboratorio ARC-nucleart di Grenoble in Francia la piu piccola delle due navi di epoca romana, o meglio quello che ne rimane, recuperate dalla melma in via Flaccio vicino all'edificio della posta centrale. Erano state individuate durante i lavori di scavo per la posa del nuovo collettore fognario e la scoperta non aveva più di tanto sorpreso gli archeologi poiché si sapeva che in tale punto in tempi antichi era operativo uno scalo merci.

Le due imbarcazioni risalgono al periodo compreso tra il primo secolo A.C. e il primo secolo dell'Era nostra. Per tutti questi anni erano sepolte nella melma che è stata preziosa se non determinante ai fini della conservazione del legno. Erano stati recuperati anche 300 oggetti tra cui numerosi organici, trovati sui rispettivi scafi: vasellame intatto, resti di conchiglie, pinoli, pesche, cereali, cuoio, frammenti di marmo e altro segno che le imbarcazioni venivano usate per il trasporto di derrate alimentari, soprattutto pinoli, come dicono gli esperti. In base ai resti dello scafo si può dedurre che l'imbarcazione più grande era lunga tra 15 e 20 metri e quella più piccola sugli 8 metri. Per l'operazione di recupero dalla profondità di circa 4 metri era stata usata un'imponente piattaforma metallica alla quale gli scafi erano stati agganciato in tanti punti. Per il sollevamento era stata impiegata una gru del vicino cantiere navalmeccanico Scoglio Olivi che aveva quindi posato i preziosi reperti su un camion.

Breve il tragitto: gli scafi erano stati deposti in una specie di piscina proprio allo Scoglio Olivi per il processo di desalinizzazione della durata di due anni che dunque è stato completato. Il direttore del Museo archeologico dell'Istria Darko Komso aveva parlato di ritrovamento preziosissimo al fine delle coscenza quanto più completa della carpenteria navale antica. Le due navi aveva spiegato, furono costruite con la tecnica della cucitura, dunque tutto legno e spago senza l'impiego di chiodi o altre parti metalliche. Una tecnica usata all'epoca solo nell'Alto Adriatico. Per le ricerche e il recupero dei due reperti erano stati spesi si 130.000 euro. A Grenoble in dicembre o al massimo a gennaio sarà trasportata la nave più piccola che nel laboratorio rimarrà per circa due anni. Il restauro e conservazione in terra francese sarà seguito da uno specialista del Museo archeologico dell'Istria che al ritorno si spera, sarà in grado di sottoporre allo stesso processo la nave più grande rimasta a Pola.

(p.r.)

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