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Scienza e tecnologia, le carte vincenti di Trieste

Il contributo alla discussione per il futuro della città firmato dal rettore dell'Università

2 minuti di lettura
Maurizio Fermeglia 

Scienza, tecnologia e società. Che relazione hanno e come possono interagire per portare beneficio ad un territorio come quello di Trieste?

Partiamo dalla scienza. Essa si evolve con una velocità un tempo impensabile, e trasferisce le informazioni alla tecnologia, che quindi si sviluppa con rapidità paragonabile. Un esempio? Nel campo dei materiali innovativi o della medicina personalizzata stanno emergendo modi completamente nuovi di progettare prodotti e cure basati sul sinergistico connubio della gestione intelligente delle informazioni, della capacità di condurre esperimenti sempre più sofisticati e dell’uso massiccio dei computer per abbattere tempi e costi di produzione.

Recentemente sono state identificate le tecnologie che avranno un effetto dirompente sulla società nei prossimi anni. Tra tutte, due a mio avviso meritano particolare attenzione: la stampa tridimensionale di oggetti metallici e la digitalizzazione, in altre parole la possibilità di immagazzinare e analizzare enormi moli di dati. Se efficacemente realizzate, entrambe queste tecnologie cambieranno drasticamente non solo il nostro modo di vivere ma anche e soprattutto il tessuto industriale al quale siamo abituati.

Tuttavia, l’effetto più consistente e travolgente che questi cambiamenti indotti da scienza e tecnologia eserciteranno sulla società sarà, a mio avviso, una diversa distribuzione dei mestieri. Verosimilmente, nell’Europa del 2030 non troveremo più figure che hanno a che fare con l’intermediazione (venditori, contabili, e sportellisti, tanto per fare degli esempi) mentre permarranno - divenendo sempre più richiesti - mestieri che implicano notevole lavoro intellettuale e competenze legate alla conoscenza, come l’ingegnere, il medico o lo psicologo.

Contestualmente, serviranno anche competenze molto specifiche per presiedere ad azioni che non possono essere demandate ad automatismi; ed ecco allora la crescita di supervisori, artigiani e trainer. Inoltre, sorgeranno mestieri completamente nuovi, strettamente legati alle esigenze dettate dalla digitalizzazione; tra questi immaginiamo progettisti di organi artificiali, manager dell’energia e gestori delle comunità on line. In buona sostanza, le tecnologie abilitanti di cui abbiamo appena discusso avranno nel 21 secolo la stessa importanza che il petrolio, le materie plastiche e i semiconduttori hanno avuto nel secolo scorso. Sviluppare queste tecnologie dovrà essere quindi prioritario per un territorio che voglia restare al passo con un livello di redditività e di benessere compatibile, se non superiore, a quello attuale.

Per farlo è necessario stabilire uno stretto partenariato tra discipline scientifiche di base, industria ed enti regolatori. Trieste si trova nella situazione ideale per realizzare efficacemente questa integrazione in quanto nella sua provincia risiedono straordinarie competenze di fisica, chimica, biologia, medicina, e ingegneria, strumentazioni e laboratori scientifici all’avanguardia, e super calcolatori di ultima generazione. Trieste, inoltre, ha una propensione naturale ai rapporti con aziende, ospedali e centri ricerca. Il tutto alimentato da un sistema di alta formazione di eccellenza a livello internazionale.

Come ottenere tutto questo? Favorendo luoghi di aggregazione ed integrazione tra studiosi, esperti di tecnologia e innovazione, studenti di ogni età e formazione e cittadini desiderosi di sapere o semplicemente curiosi. Gli scienziati e i ricercatori devono sentirsi parte integrante della città. Oggi non lo sono o lo sono in minima parte.

La scienza triestina ha come centro di gravità la città, ma i suoi artefici, dispersi tra le colline del Carso e il castello di Miramare, faticano a costruire una sola, grande comunità. Trieste città della scienza, della Barcolana, o del caffè? Non si tratta di questo... Io credo che Trieste debba essere una città per la scienza per rendere omaggio a quel che la scienza oggi è per la nostra città.

*rettore dell'Università di Trieste

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