Ricusato il gip del processo amianto quater

Il giudice Nicola Russo legge la sentenza di condanna del secondo maxi-processo amianto

Sabrina Cicero è la convivente del giudice Nicola Russo, autore della condanna nel secondo procedimento. L’udienza slitta al 24 novembre

MONFALCONE Gip del Tribunale di Gorizia ricusata, slitta l’udienza preliminare del quarto processo amianto per la morte, in questo caso, di 23 ex dipendenti diretti dell’Italcantieri. Decessi avvenuti dal 2009 al 2012.

Colpo di scena - ma con un po’ più di attenzione si sarebbe potuto evitare - ieri nella camera di consiglio che doveva decidere sul probabile rinvio a giudizio di undici indagati per l’ipotesi di reato di omicidio colposo aggravato per non aver osservato le prescrizioni in materia di infortuni sul lavoro.

Giancarlo Laganà (difensore di Antonio Zappi) ha avanzato istanza di ricusazione nei confronti del gip Sabrina Cicero, in quanto convivente del giudice Nicola Russo, autore della sentenza di condanna del secondo maxi-processo amianto.

Così recita l’articolo 52 del Codice di procedura penale: “Ricusazione del giudice. Nei casi in cui è fatto obbligo al giudice di astenersi, ciascuna delle parti può proporne la ricusazione mediante ricorso contenente i motivi specifici e i mezzi di prova. Il ricorso, sottoscritto dalla parte o dal difensore, deve essere depositato in cancelleria due giorni prima dell'udienza, se al ricusante è noto il nome dei giudici che sono chiamati a trattare o decidere la causa, e prima dell'inizio della trattazione o discussione di questa nel caso contrario. La ricusazione sospende il processo”.

L’accusa (i sostituti procuratori Valentina Bossi e Laura Comelli, ormai tra i magistrati di punta a livello nazionale per quanto riguarda le indagini sull’esposizione dei lavoratori all’amianto) si è opposta all’istanza.

La gip Cicero formalmente non ha accolto l’istanza ma si è riservata di chiedere un parere al presidente del Tribunale Giovanni Sansone. Il quale lo dovrebbe fare entro martedì 24 novembre.

Se Cicero dovesse uscire dal procedimento l’incarico passerebbe all’unico altro gip, la dottoressa Santangelo.

A questo punto appare improbabile, ma non impossibile che l’eventuale quarto processo amianto sia accorpato al terzo, il cui inizio è fissato (giudice Clocchiatti) per il 12 gennaio. In questo caso ci sono 17 imputati (sempre lo stesso reato) e 44 parti lese, tutti deceduti tranne una a causa - secondo l’accusa - dell’esposizione all’amianto avvenuta nello stabilimento di Panzano. I decessi risalgono dal 2003 al 2008.

Gli indagati dell’indagine approdata ieri in camera di consiglio sono tutti ex dirigenti dell’Italcantieri, quasi tutti già condannati in primo grado nei primi due processi celebrati al Tribunale di Gorizia. I nomi: Giorgio Tupini, Antonio Zappi, Corrado Antinini, Enrico Bocchini, Manlio Lippi, Italo Massenti, Cesare Casini, Glauco Noulian, Roberto Schivi, Livio Alfredo Minozzi e Mario Abbona. Nutrito e ben noto il collegio difensivo: Corrado e Matteo Pagani(per Fincantieri), Alessandro Cassiani, Gianfranco Laganà, Elisa Scaroina, Claudio Giacomelli e Alfredo Antonini.

Ieri erano presenti anche alcune delle probabili parti civili, familiari che non hanno accettato l’accordo extragiudiziale proposto da Fincantieri.

I familiari sono patrocinati dagli avvocati Kristancic, Rupolo, Ceresi, Franco e Pacorig. Presente anche l’avvocato Genovese che nei precedenti processi ha rappresentato la Cgil, anch’essa parte civile assieme all’Associazione esposti amianto.

Rispetto ai precedenti procedimenti i familiari che si sono costituiti parte civile sono proporzionalmente di più. Potrebbe significare che molti hanno ritenuto non congruo quanto offerto da Fincantieri. Una spiegazione probabilmente c’è (vedi box a fianco).

La formalizzazione delle costituzioni di parte civile avviene nell’ambito dell’udienza preliminare; non è chiaro se il 24 novembre, in caso di nulla osta da parte di Sansone, si terrà contestualmente anche la camera di consiglio.

Dunque, allo stato, tra processi celebrati, da celebrare e richieste di rinvio a giudizio il Tribunale di Gorizia si è occupato della morte di 196 lavoratori quasi tutti dell’ex Italcantieri.

Una mattanza che continuerà a mietere vittime chissà per quanto anni ancora il cui andamento speriamo smentisca le catastrofiche previsioni degli esperti.

Senza contare i casi di decessi di lavoratori che sono stati dipendenti di altre realtà industriali della provincia di Gorizia.

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