Fratelli d'Italia, asse con Le Pen: «Flussi fuori controllo, identità da difendere»

Nella foto, a destra Giorgia Meloni. Accanto, Louis Aliot

Meloni: l’Europa combatta l’Isis. Italia non invitata a Bruxelles, ci facciamo ridere. Aliot attacca l’intervento francese in Libia

TRIESTE. Cita “Sottomissione” di Houellebecq per dire che l’Europa non può perdere la sua cultura e la sua identità. «Vanno difese», dice. E, tanto per puntualizzare, comincia il pomeriggio con l’Inno. Tutti in piedi a cantare, mano al cuore, per una spruzzata di orgoglio e marketing sulla città «con la piazza più bella del Paese». Le due bandiere, quella italiana e francese, per suggellare il nuovo asse tra il suo partito, Fratelli d’Italia, e il Front National di Le Pen. Accanto a lei c’è un esponente di quest’ultimo movimento al Parlamento europeo, Louis Aliot, che annuisce, conferma, approva.

Forse nemmeno lei, Giorgia Meloni, se l’aspettava tanta gente ieri pomeriggio alla Stazione marittima. Non se ne vedeva da tempo, a Trieste. Segno che la destra c’è, pulsa, scalpita, con o senza Menia. Meglio senza, par di capire. Per riempire l’intera sala devono aver fatto davvero un buon lavoro i reggenti qui in Fvg: dal consigliere regionale Luca Ciriani al coordinatore Fabio Scoccimarro e Claudio Giacomelli. Col padre, in sala, ad applaudire.

Sul piatto del convegno l’immigrazione, le frontiere. Tema delicatissimo, foriero di tensioni in questo angolino del Nord Est con la Slovenia ormai in ginocchio e le preoccupazioni per una nuova ondata in regione. Meloni parte a raffica: «L'immigrazione è completamente fuori controllo, uno scaricabarile tra nazioni diverse». Piglio deciso, sguardo serio. Che si fa ironico e irridente quando tira in ballo il governo italiano, che non figura nel vertice Ue con Juncker in programma oggi. Germania, l’Austria e i Paesi Balcanici, ma non l’Italia. «Ci facciamo ridere».

«La soluzione per noi – riprende la leader – se davvero l’Europa vuole essere umana, è intervenire sulle cause che provocano questa emigrazione di milioni di persone». Perché «i siriani non scappano da una calamità naturale, i siriani scappano dall'Isis e allora se l'Occidente e l'Europa vogliono davvero essere umani e solidali devono avere il coraggio di combattere l'Isis e il fondamentalismo, cioè le ragioni che producono morte, distruzione e esodo. Quindi noi pensiamo, e lo abbiamo ribadito tante volte, che il governo italiano dovrebbe sostenere in sede europea, in sede Onu e Nato la necessità di intervenire a fianco dei governi legittimi che in tutto il mondo stanno combattendo contro questo fondamentalismo. I terroristi controllano i porti e le coste della Libia, ciò significa anche che sono i fondamentalisti a fare la selezione di ingresso a casa nostra». Tutto d’un fiato.

Aliot del Front National sottoscrive ricordando, in apertura, che «l’instabilità del Nord-Africa ha creato anarchia e miseria. L’intervento della Francia in Libia - osserva - ha fatto esplodere il Paese, si sono create reazioni a catena che hanno prodotto l’immigrazione e favorito il fondamentalismo». Meloni concorda e teme che i profughi della rotta Balcanica «si abbattano su questa regione».

Frecce al veleno su Renzi e alla legge di Stabilità «che non esiste, abbiamo le slide come fanno Vanna Marchi e Do Nascimiento». E, infine, la strizzata d’occhio alla Lega «con cui vogliamo costruire un'alleanza che possa essere più ampia possibile, perché le prossime amministrative sono elezioni con le quali Renzi dovrà fare i conti».

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