In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Un "fantasma" il museo del Vate a Ronchi dei Legionari

Apertura solo su appuntamento per mancanza di personale. All'interno vasto materiale su D'Annunzio e l'Impresa di Fiume

1 minuto di lettura
Uno dei libri con la dedica di Gabriele D'Annunzio ospitati nell'antiquarium (Foto Bonaventura) 

RONCHI DEI LEGIONARI. L’inaugurazione dell’antiquarium nel 2012, ricavato dalla sapiente ristrutturazione di un settecentesco fienile in androna Palmada, è stata una conquista per Ronchi dei Legionari. Nelle piccole ma eleganti sale della struttura alle spalle della biblioteca comunale, il cui personale ha curato l’allestimeto, hanno trovato posto alcuni reperti ritrovati nel corso degli scavi archeologici di via dei Raparoni, ma anche testimonianze che ci riportano alla presenza, nel 1910, di Gabriele D’Annunzio che da qui mosse per liberare Fiume. Peccato che, da allora, l’antiquarium non sia visitabile, se non per appuntamento. Non certo per cattiva volontà degli operatori.

il personale della “Sandro Pertini”, vero motore culturale della cittadina, è ridotto all’osso. Solo da poche settimane alle tre unità sono stati affiancati alcuni giovani che partecipano al progetto del servizio civile. Ma il numero è insufficiente per garantire l’apertura di una realtà che potrebbe rappresentare un veicolo anche sotto il profilo turistico. Perché sono tanti coloro i quali, in tutta Italia, amano il poeta soldato e lo si è potuto vedere anche con quanta passione, l’altra sera alla Tenuta di Blasig, è stato allestito lo spettacolo “Oratorio per Fiume” di e con Umberto Fabi. Proprio qui, dove D’Annunzio sostò prima di guidare la marcia dei legionari ospite del podestà, Alessandro Blasig, nella prossima primavera si svilupperanno altre iniziative.
Ma la raccolta dedicata al “Vate”, che può contare anche sulle numerose donazioni di Adriano Ritossa, va valorizzata e fatta conoscere. Si tratta di una ricca collezione di documenti, di cimeli, di immagini e di oggetti che ricordano proprio quel 12 settembre del 1919. “Frammenti di storia. Ronchi e...” è un progetto avviato alcuni anni fa con l’apertura dell’esposizione permanente dei reperti ritrovati durante gli scavi della villa romana di via dei Raparoni. L’obiettivo è quello di ripercorrere i momenti più salienti che hanno caratterizzato la storia della città. Una tappa è proprio la selezione di immagini e documenti sulla figura di D’Annunzio che sono stati raccolti e donati dalla popolazione.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Ronchi dei Legionari “blindato” dal Vate]]

Il “Vate” arrivò a Ronchi nel pomeriggio dell’11 settembre 1919 e venne ospitato in una piccola casa dell’allora via Trieste (divenuta via D’Annunzio nel 1921) dove s’affittavano camere per i viaggiatori. Passata la mezzanotte si trasferì nella casa del podestà Alessandro Blasig. Da Villa Blasig il poeta-comandante, il 12 settembre 1919 partì per Fiume. Il 9 ottobre del 1923 il Consiglio comunale approvò la proposta della giunta retta dal sindaco Giuseppe Berini di chiedere la sostituzione del nome della cittadina. Ronchi fu dichiarata “dei Legionari” con il Regio Decreto del 2 novembre 1925.
 

I commenti dei lettori