Rivive l’antica base dei “Molch” a Sistiana

In un diorama del modellista Alessandro Artico la ricostruzione di parti dell’installazione unica in Italia

Rivive in un diorama la base dei minisommergibili Molch di Sistiana, uno dei pochi esempi in Europa e l’unico in Italia di installazione di difesa costiera con l’utilizzo di sommergibili monoposto. Il diorama, in più parti, è opera di Alessandro Artico, uno dei maggior modellisti a livello internazionale, specializzato in ricostruzioni a sfondo storico. Per realizzare il diorama Artico ha svolto un accurato lavoro di ricerca preliminare sui mezzi utilizzati, le uniformi, i luoghi, insomma ogni dettaglio utile: «Fra elaborazione, studio e realizzazione successiva - spiega - ho impiegato oltre 4.000 ore di lavoro» .

La base di Sistiana per sommergibili monoposto di tipo “Molch” (ma anche di tipo “Neger” e “Marder”, specifica Artico) venne ideata e realizzata dopo l’ 8 settembre del 1943, quando il Comando tedesco a Trieste provvide a fortificare il territorio in previsione di un possibile sbarco alleato lungo le nostre coste. La base era scavata interamente nella roccia della flaesia, mentre i piccoli sommergibili venivano messi in mare con un sistema di binario “Decauville”. I mezzi, mimetizzati, erano custoditi a terra, e dall’esterno tutta la base risultava quasi invisibile, con un osservatorio a una decina di metri d’ altezza sul mare e una feritoia che controllava l’ entrata in porto. La base ospitava una trentina di sommergibili “Molch”, oltre a tutti i servizi e i depositi vari. I sommergibili tascabili della classe “Molch” (letteralmente ”Salamandra”, ma erano noti anche come “Squali da posta”), armati con due siluri e pilotati da un’ unica persona, erano impiegati per azioni di sorpresa perché avevano scarsa autonomia e operavano solo all’ interno del golfo di Trieste, fra Punta Salvore e Punta Sdobba. Oggi le gallerie del sistema difensivo sono ancora accessibili, uno dei Molch, autoaffondato prima dell’arrivo degli Alleati nel maggio 1945, giace a dieci metri di profondità davanti alla spiaggia di Sistiana mentre un altro è conservato al Museo Diego De Henriquez. Da tempo si parla di una possibile musealizzazione della base di Sistiana, sfruttando il sistema di gallerie scavate nella roccia, iniziativa che, per la sua unicità, darebbe un indubbio impulso turistico alla zona. Il diorama realizzato da Artico può essere già considerato un contributo in questo senso.

Presente con le sue opere nei maggiori contest internazionali, Artico è uno dei quei modellisti che sanno coniugare rigore storico e capacità interpretative -ed espressive - degne di un artista. «Eppure - spiega Artico - in Italia il modellismo è ancora poco considerato nelle istituzioni museali come strumento di divulgazione, senza contare la legislazione italiana, che inibisce ad esempio l’uso di emblemi, stemmi o figure che possano essere interpretate come inneggianti al fascismo e al nazismo, creando a volte non pochi problemi al modellista, come è successo a me una volta che ho presentato un modello in scala 1:35 di un Fiat M 41 75-18, semovente realizzato ed ambientato a Roma nel settembre del 1943 poco prima e durante l'armistizio...». (p.spi.)

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