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La "commedia" anti-vaccini fa solo danni

Tutto nasce da un disgraziato articolo del '98 che metteva in correlazione prevenzione e autismo: vennero accertate le falsita e l'autore fu poi radiato dall'Ordine dei medici. Ma la sciagurata campagna era ormai partita e ora sono ricomparse alcune malattie che sembravano ormai debellate

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Nei circa 60 secondi che dedicherete alla lettura di questo articolo, 1800 dosi di vaccini saranno somministrate a bambini di tutto il mondo. Nessun altro intervento medico è in grado di raggiungere un numero così elevato di persone e ha altrettanta efficacia nel contrastare malattie incurabili. Perché, allora, un crescente numero di individui dei vaccini nega l'utilità e paventa la sicurezza?

Il copione di questo movimento di opinione non è di fatto diverso da quello di altri movimenti negazionisti della scienza, citiamo il caso Stamina e gli l'antivivisezione tra i tanti. Ognuna di queste commedie ha gli stessi attori. Protagonista principale è il ciarlatano, figura pseudocompetente e quindi fuorviante.

L'avversione ai vaccini nasce da un disgraziato articolo del 1998 a firma di un medico inglese, Wakefield, che poneva in associazione la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia con l'autismo. Almeno una quindicina di successivi studi provarono l'articolo falso e Wakefield fu radiato dall'Ordine dei medici, ma i movimenti antivaccini ancora ne propugnano la storia. Ciarlatani minori sono i tanti pediatri-omeopati che trovano maggior profitto nel rassicurare mamme ansiose che nell'applicare dati scientifici. Due altri personaggi fondamentali nella commedia sono il politico e il cantante/attore. Entrambi sostengono le tesi del ciarlatano, solitamente senza capire bene di cosa stiano parlando.

Il coro è rappresentato dai movimento dei genitori: solitamente di cultura medio-alta (ma non scientifica), passano le serate su internet a cercare di destreggiarsi tra le notizie. Preferiscono l'aneddoto personale alle statistiche mediche, e l'istinto di protezione per la prole li rende presuntuosi, per cui pensano di essere capaci di prendere decisioni in autonomia. Il nemico da combattere è sempre quello, le multinazionali del farmaco: dai vaccini inutili trarrebbero fondamentali guadagni.

Forse più che di commedia si dovrebbe parlare di tragedia, perché questa campagna antivaccinale rischia di fare danni seri. In Gran Bretagna, la diminuzione del tasso di vaccinazione a causa della pubblicazione di Wakefield è costata diverse migliaia di casi di morbillo, di cui diversi con complicanze gravi. In California è ricomparsa la pertosse; in Giappone la rosolia.

Non vaccinare espone i bambini a contrarre malattie gravi, ma fa anche calare l'immunità di gregge, ovvero quella soglia di circa 95% di persone vaccinate che protegge tutta la comunità. È per questo motivo che le vaccinazioni non possono essere demandate a una scelta personale, ma rappresentano anche un essenziale dovere sociale.

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