Rossi al top e ottimo Pinot nella vendemmia dei record

Uve appena raccolte in un'azienda vitivinicola

Produttori entusiasti. Dario Ermacora (Coldiretti): «Risultati importanti in termini di quantità». Princic: «Un’estate perfetta». Skerk: «Annata super per Terrano e Malvasia»

TRIESTE. Adesso è ufficiale, questo 2015 sarà un anno da ricordare. Abbiamo sudato il sudabile, quest’estate, ma questa stagione da Tropico ha sortito almeno un risultato: una vendemmia indimenticabile. Frutto del caldo, certo, ma anche di precipitazioni arrivate a puntino, quando già la terra, secca, sembrava poter rivoltarsi su se stessa. Una vera rivincita dopo il 2014, annus horribilis sotto tutti i profili dell’agricoltura, dalle olive alle viti. Poca produzione, scarsa e di qualità da dimenticare.

Stavolta, altra musica, come conferma il presidente della Coldiretti regionale, Dario Ermacora. «È andata bene su tutto, i rossi hanno una marcia in più. L’estate calda, soleggiata, luminosa e anticipata, giova sempre alle varietà rosse tardive, che ne beneficiano. Onestamente ci aspettavamo anche qualcosa in più, viste le condizioni climatiche, non è stata generosa come si immaginava. Ma è andata benissimo, soprattutto per il Pinot Grigio, più abbondante, e per il Friulano. Per il resto - continua Ermacora - siamo nella media, anzi, Merlot e Sauvignon hanno avuto una raccolta più bassa dell’anno scorso. Indicativamente si può parlare di un cinque per cento in più rispetto all’anno scorso se non altro per la sanità del prodotto. Quello che conta - conclude l’esponente Coldiretti - è la qualità, soprattutto in chiave di mercati internazionali, e quella non manca».

Robert Princic, presidente del Consorzio del Collio e boss di Gradis’ciutta si accoda senza troppe difficoltà. «Devo dire che non ci possiamo lamentare, siamo più che contenti per una stagione perfetta in tutti i sensi: c’era sempre bel tempo, si è lavorato con tranquillità, l’estate è stata anche un po’ siccitosa ma le piogge di fine stagione hanno contribuito alla crescita e alla qualità dell’annata. Ci sarà più quantità rispetto al 2014 e, assolutamente, più qualità. L’uva ha avuto delle concentrazioni zuccherine importanti, era molto gustosa, come è raro trovare. A livello di fermentazione - continua Princic - direi che siamo molto molto bene. I bianchi hanno finito di fermentare, e siamo molto ottimisti. Sui rossi diciamo che stanno finendo ma è un po’ presto. Credo comunque che saranno ottimi anche quelli».

Insolitamente ottimista si dimostra anche Nicola Manferrari, di Borgo del Tiglio. «L’uva è stata abbondante come quantità, mentre la qualità direi che è abbastanza buona. Il problema di quest’anno era il caldo eccessivo dell’estate, ma ciononostante il vino ha buona struttura e buon corpo, è più buono che cattivo rispetto al pessimo 2014, che è stato disastroso dal punto di vista economico. Basti un esempio: l’anno scorso abbiamo avuto dodici persone dal 22 agosto a fine settembre per curare l’uva sulla pianta, con acino su acino tolti a mano. Fatti i debiti calcoli, si parla di 50 milioni di acini, il 30 % della produzione! Quest’anno, invece, lo stato sanitario dell’uva era buono e, anche se non è ancora finita la raccolta, le previsioni sono buone».

Campane in festa anche sul Carso triestino. Così Beniamino Zidarich si gode «una vendemmia ottima, sia per bianchi che per rossi, un vero piacere andare in vigna», sperando di bissare il successo che recentemente ha visto la sua Vitovska 2012 citata tra i 50 migliori vini d’Italia della guida di Luca Gardini, primo sommelier del paese. La conferma, del resto, arriva dal suo compaesano Sandi Skerk. «Annata molto calda ma molto buona, perchè c’era sempre acqua a sufficienza. Malvasia e Terrano, in particolare, sono eccezionali (buona notizia per il Terrano, in pieno marasma ndr), speriamo di riuscire a farne una riserva». E c’è anche una curiosità quasi “romantica”. «Devo ancora vendemmiare il primo Glera (la base del Prosecco ndr) messo sul costone, su mezzo ettaro circa, vedremo. Ribadisco che le acidità sono belle equilibrate, gli zuccheri molto alti. Forse la Vitovska è stata l’unica che ha risentito un po’ del caldo. Gli altri, invece, hanno una marcia in più».

Anche le aziende di dimensioni maggior si godono l’attimo. Marco Fantinel parla ad esempio di «vendemmia buona dal punto di vista qualitativo e sanitario. Siamo molto contenti, stiamo terminando le prime fermentazioni, e posso parlare di una delle migliori annate degli ultimi 15 anni, molto positivi. Stiamo finendo i rossi, nel nuovo centro di appassimento a Spilimbergo, dei bianchi siamo già molto soddisfatti, come dei Prosecchi. La quantità è quella giusta, il top in termini produttivi».

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