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Palestra Morpurgo, pressing sul Comune di Trieste

La commissione Trasparenza spinge per la concessione al Centro Coselli. Kraus apre: «Ma la priorità va alle scuole»

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Il polo scolastico di Campi Elisi visto da via Carli: la palestra cade a pezzi 

TRIESTE Spogliatoi che cadono a pezzi, muri devastati dall’umidità, un parquet che sta letteralmente sprofondando, eppoi scaldabagni con perdite continue, e un impianto luce malconcio con cavi penzolanti. Può sembrare un film dell’orrore, ma in realtà è la cruda fotografia di una delle tante palestre delle scuole cittadine che vengono utilizzate quotidianamente dalle società sportive del territorio. Nello specifico parliamo della palestra della scuola primaria Morpurgo di Scala Campi Elisi.

A scattare i fotogrammi dello stato dell’arte e a lanciare allo stesso tempo un grido di allarme è il Centro sportivo Coselli, scuola federale di pallavolo nata una trentina di anni or sono e che conta complessivamente su 400 ragazzi che durante la loro attività (non solo pallavolo, ma anche minibasket e danza sportiva) frequentano la palestra comunale in questione. Il caso è finito sotto la lente di ingrandimento della Commissione Trasparenza del Comune presieduta da Paolo Rovis (Trieste Popolare). Oggetto della discussione la gestione delle palestre comunali e le concessioni dirette pluriennali delle stesse alle società sportive che darebbero la possibilità ai sodalizi concessionari di poter accedere ai contributi regionali per lavori di ristrutturazione.

È proprio il caso della palestra Morpurgo e del Centro sportivo Coselli, pronto a mettere sul patto di tasca propria 40 mila degli oltre 80 mila euro necessari per riqualificare la struttura, contando su un contributo regionale già richiesto, ma per ottenere il quale serve appunto la concessione diretta dell’impianto da parte del Comune. «Siamo ormai arrivati al limite», afferma Marcello Levatino, direttore del centro sportivo e allenatore di pallavolo: «Non è più solo un discorso di attività sportiva, ma un vero e proprio problema di sicurezza. Nella mia carriera ho girato tutta l’Italia, ma non ho mai visto delle palestre così malridotte. Abbiamo già fatto uno studio di fattibilità ed un preventivo dell’intervento, ma abbiamo bisogno della concessione della palestra per poter accedere ai contributi e per poter investire anche in futuro, altrimenti non si va più avanti». La richiesta di convocazione della Commissione è stata presentata da Franco Bandelli (Un’Altra Trieste): «Il problema è generale e riguarda sia le palestre che l’intera edilizia scolastica», osserva Bandelli: «Ci sono però delle società sportive che da anni fanno dei sacrifici e che sarebbero disposte a prendersi carico degli interventi di manutenzione. È arrivato il momento di cambiare il regolamento comunale e di non perdere questa occasione per arrivare finalmente ad una soluzione del problema».

Presenti in aula anche i presidenti provinciale e regionale della Federazione pallavolo Walter Rusich e Giorgio Tirel: «Qui a Trieste siamo rimasti indietro rispetto al resto della regione dove ci sono molte società sportive che hanno in gestione i rispettivi impianti», hanno sottolineato: «Ci sono delle realtà che pagano di tasca propria pur di mettere una pezza ai diversi problemi strutturali. Serve un passo in avanti che consentirebbe peraltro un risparmio alla stessa amministrazione».

Osservazioni accolte in modo compatto dai diversi consiglieri bypartisan che hanno evidenziato come «i tempi siano cambiati e ci sia adesso la necessità di andare in una nuova direzione che permetterebbe di aiutare le società sportive ma anche di portare benefici allo stesso ente pubblico, con la garanzia di non disperdere un patrimonio prezioso di strutture». Richieste girate all’assessore comunale allo sport Edi Kraus: «Abbiamo un notevole patrimonio immobiliare per l’attività sportiva ma in ogni caso insufficiente per coprire tutte le esigenze», ha sottolineato Kraus: «Siamo aperti ad un nuovo approccio, ma se vogliamo fare un passo in avanti dobbiamo tenere conto che le scuole hanno la priorità sulle palestre e che quindi c’è bisogno di un confronto con tutte le parti interessate. Si tratta di valutare le diverse manifestazioni di interesse, ma tutto deve essere chiaro e trasparente». Il percorso di cambiamento è stato impostato. La Commissione Trasparenza è pronta a monitorarne ogni passaggio.

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