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Missione in Cina per rilanciare il porto di Trieste

L’11 e il 12 novembre il sindaco Roberto Cosolini e il commissario Zeno D’Agostino sottoscriveranno nella città di Xiamen un accordo di collaborazione

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Container nel porto di Trieste 

TRIESTE Esploratori triestini sulla via della seta. I loro nomi sono Roberto Cosolini e Zeno D’Agostino. Il sindaco e il commissario dell’Autorità portuale saranno l’11 e il 12 novembre a Xiamen città cinese di oltre 2 milioni di abitanti (arriva a 5 l’intera area metropolitana) posta nella provincia di Fujian di fronte all’isola di Taiwan per sottoscrivere un accordo di collaborazione che riguarderà soprattutto i due porti. È il sequel, foriero di risultati concreti, della visita che una folta delegazione della città cinese composta in particolare da rappresentanti della Municipalità nei settori degli Affari esteri, del Porto e del Commercio, fece a Trieste il 28 luglio e che venne ricevuta in municipio dall’assessore allo Sviluppo economico Edi Kraus e poi si recò in Porto vecchio, in particolare al Magazzino 26 ed ebbe colloqui con rappresentanti dell’Autorità portuale, dei terminalisti, degli spedizionieri e degli agenti marittimi, oltre che con Confindustria Venezia Giulia, con manager di alcune aziende, Fincantieri in particolare, ed esponenti delle principali istituzioni scientifiche del territorio a partire da Icgeb. «Da allora è continuato un fitto dialogo a distanza - spiega il sindaco Cosolini - che ora porterà alla sottoscrizione di un accordo in particolare nei settori del commercio marittimo e del turismo».

Oggi fanno scalo a Xiamen alcune delle portacontainer che attraccano anche al Molo Settimo di Trieste, mèta di tre servizi settimanali transoceanici Europa-Asia che partono dal Far East. Uno è gestito dal consorzio Ckhye che è composto tutto da compagnie estremo-orientali e in particolare da Cosco, K-line, Yang Ming, Hanjin e Evergreen. China shipping assieme alla francese Cma-Cgm e all’araba Uasc fanno parte del secondo denominato Ocean three. Il principale è quello dell’alleanza 2M tra la danese Maersk e la svizzera Msc dell’italiano Gianluigi Aponte che attraverso la sua finanziaria Marinvest ha recentemente acquisito il 45% di Trieste marine terminal, la società di Pierluigi Maneschi che gestisce il Molo Settimo. Xiamen è considerato uno dei venti porti più grandi del mondo e nel 2014 è risultato al diciassettesimo posto al mondo nella classifica dei container con 8,6 milioni di teu movimentati e una crescita del 7% rispetto all’anno precedente. Per fare un raffronto, Trieste movimenta all’incirca mezzo milione di teu all’anno, la diciasettesima parte della città con cui sta per gemellarsi. Ma è addirittura stupefacente la massiccia presenza di porti cinesi ai vertici mondiali della graduatoria dei container: ben sette figurano nella top ten. In cima Shanghai con 35,3 milioni di teu. La striscia è subito interrotta da Singapore seconda con 33,9 milioni. Poi altri tre porti cinesi: Shenzhen (24 milioni), Hong-Kong (22,3) e Ningbo-Zhoushan (19,5). Xiamen, diciassettesima al mondo, è appena nona in Cina.

Le prospettive che potrebbero aprirsi per Trieste sono molteplici. «Appena avremo il nuovo Piano regolatore, andremo a bussare in Cina per trovare nuovi investitori», aveva affermato Zeno D’Agostino in una delle sue prime uscite pubbliche. Il Piano ha subito un altro slittamento, ma è comunque prossimo all’approvazione per cui è il momento di sondare la possibilità di interventi cinesi a Trieste. Non per nulla la delegazione di Xiamen è stata portata anche in Porto vecchio dove le opportunità di investimento sarebbero svariate una volta portato a termine il procedimento di sdemanializzazione. E anche per questa svolta i tempi sono ormai maturi. «La visita in Cina - ha aggiunto Cosolini - darà anche l’opportunità per presentare l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia e di Trieste in particolare che potrebbe sortire favorevoli ripercussioni anche in chiave crocieristica». I turisti cinesi in sostanza potrebbero scegliere Trieste come base di partenza per crociere in Grecia e in Dalmazia in particolare. Sono inoltre da verificare le possibilità di collaborazione concreta anche in campo culturale e scientifiche oltre alla possibile apertura di nuovi canali commerciali per le imprese.

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