Malattie da lavoro: il 48% è da amianto

Il Crua con Barbina rende noto il dato provinciale-choc. In regione scende al 20%, a livello nazionale incidenza del 7%

Quasi la metà delle malattie professionali denunciate all’Azienda sanitaria Isontina nel periodo 2000-2013 è riconducibile all’esposizione di amianto. È quanto è emerso nel corso della 65ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall’Anmil con il patrocinio dell’Inail e dell’Inps. A presentare i dati della Provincia è stato il responsabile del Crua di Monfalcone Paolo Barbina. I numeri dell’Isontino sono impressionanti se confrontati con quelli nazionali: in Italia l’incidenza dell’amianto sulle malattie professionali è “appena” del 7,1% contro il 48,8% registrato dall’Ass 2. Si tratta di dati che sembrano appartenere a mondi differenti.

Meno incisivo, ma altrettante impressionante, è la situazione riferita al Fvg. A livello regionale l’amianto è responsabile di un caso di malattia professionale ogni cinque denunce (20,3%). Per il fatto che i lavoratori spesso cambiano settore di impiego, non sempre è possibile individuare in maniera precisa un comparto specifico a cui ascrivere la malattia professionale. Per l’amianto, a livello nazionale si è potuto farlo nel 36% dei casi e la statistica spazia dal settore meccanico a quello dell’industria chimica, passando da quella dei metalli, ma anche dai servizi e dai trasporti; tuttavia, nessun settore domina nettamente sugli altri. Qualcosa cambia invece se si comincia a guardare più in piccolo al Fvg, dove - senza tener conto dei dati dell’Isontino - i comparti più colpiti sono quelle dei servizi e dei trasporti. Per l’attenzione riservata alle malattie asbesto correlate, nell’Aas 2 si conosce in maniera precisa l’ambito di impiego del 48,5% dei lavoratori ammalati e in 9 casi su 10 il comparto è quello della meccanica.

Barbina invita a non concentrarsi però solo su questo, perché sarebbe un errore limitare l’orizzonte di ricerca. Se infatti è vero che il 64,8% delle nuove segnalazioni di malattie professionali riguarda la sola navalmeccanica e il 13,8% riguarda la metalmeccanica, c’è, ad esempio, un 6,9% che riguarda il tessile. L’attività del Crua di Monfalcone è in crescita. Nei primi 9 mesi del 2015 le visite effettuate sono state 289 contro le 195 del 2014. Durante l’incontro è intervenuto anche il sindaco Silvia Altran, che è tornato sulla criticata transazione extraprocessuale tra il Comune di Monfalcone e Fincantieri: «Nella nostra comunità abbiamo avuto oltre 300 morti per amianto e purtroppo non finisce qui. Ci vuole attenzione. Per questo abbiamo deciso di transare. Volevamo recuperare risorse forse esigibili solo alla fine del giudizio per mettere in piedi un’iniziativa forte in grado di attrarre il mondo della ricerca sulla questione amianto. Noi pensiamo che non si possa rispondere alla diagnosi di mesotelioma allargando le braccia. È giusto lavorare e avviare progetti di largo respiro. L’Università di Trieste sarà il catalizzatore di queste ricerche».

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