Il ruolo della ricerca nella lotta all’amianto

In Porto vecchio il congresso regionale dell’Associazione esposti. Dodicimila i triestini iscritti al registro

Maggiore impulso alla ricerca, valorizzazione delle risorse e soprattutto un cauto ottimismo di fondo. Sono i temi emersi nel corso del III Congresso nazionale dell'Associazione Esposti Amianto del Fvg, ospitato ieri al Magazzino 26 in Porto vecchio con il titolo “Amianto: novità in tema medico, legale ed ambientale”.

Al centro dei lavori il tema dell’importanza della ricerca, proposto da uno dei relatori del convegno, l'oncologo Luciano Mutti: «Effettivamente pare che si pensi alla ricerca in maniera più concreta, non solo civilistica o compensatoria, aspetto ora preso in esame maggiormente anche dalle stesse associazioni - ha premesso lo studioso -. Purtroppo ci sono ancora poche risorse al momento e poca possibilità di sviluppare conoscenze su forme di cancro relativamente ancora poco conosciuto. Abbiamo visto ad esempio come giusti investimenti nel campo del tumore alla mammella abbiano portato poi nel tempo a risultati significativi, elevati, e quindi non vedo - ha aggiunto Mutti - perché anche in questo campo non ci siano validi impieghi di risorse».

Già, le risorse, e non solo di carattere finanziario. Accanto a tale aspetto (così come a quello dell'informazione) si pone l'altro tasto fondamentale che coinvolge la battaglia all'amianto e alle sue conseguenze in campo socio/industriale: «Serve una maggior preparazione specifica degli stessi ricercatori - ha ribadito Luciano Mutti - e questo unito ad una maggiore organizzazione, dico supporto da parte delle istituzioni e inoltre, purtroppo, una maggior competenza reale da parte dei componenti che determinano le scelte in questo campo».

Solo ombre? No. Oltre all'impegno, speranze e mediazioni, il problema amianto riserva scampoli di fiducia, aspetto rilevato ancora da Mutti: «Al momento sono perplesso e proprio per il tema della distribuzione delle risorse - ha concluso il ricercatore - ma per il futuro, anche sulla base di alcuni segnali che arrivano da percorsi da ultimare, credo si possa aspirare a forme di cauto ottimismo».

Sulla stessa linea improntata all'ottimismo anche gli interventi degli altri relatori del convegno, moderato dal professor Maurizio Cortale, con esponenti della Medicina del Lavoro e dell'Anmil (Associazione lavoratori mutilati sul lavoro) - Corrado Negro, Paola Michieli e Romeo Mattioli - e soprattutto quelli dei rappresentanti delle sedi nazionali Inail. Una presenza, la loro, che testimonia l’avvio di una nuova stagione all'insegna della cooperazione e della tutela in campo ambientale/lavorativo.

Infine alcuni numeri. Stando alle stime di Aurelio Pischianz, presidente dell'Associazione Esposti Amianto, sarebbero 12mila i triestini iscritti al Registro esposti, di cui 3mila provenienti dallo sportello AEA, di questi un centinaio alle prese con monitoraggi e cure legate al mesotelioma, l'incidenza ancora maggiore. (fr.c.)

Video del giorno

Max Tramontini si candida come consigliere comunale di Trieste

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi