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Il fascino di Trieste seduce la tv Usa

Sbarcata in città una troupe di Los Angeles che realizzerà un programma in cinque puntate dedicate a mare, cibo e caffè

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Tutto un po’ per caso. Uno sguardo alle più affascinanti città italiane con qualche ricerca in internet, la scelta di Trieste e, sempre per caso, il periodo: ottobre, in piena Barcolana. È così che la società di produzione televisiva di Los Angeles, la “Digital Kitchen”, è approdata nel capoluogo. Proprio in uno dei momenti più suggestivi, quando la città con le vele nel Golfo sa dare il meglio di sé. Non potrà quindi che parlare di mare, ma non soltanto, la puntata che la troupe americana realizzerà sul capoluogo per il nuovo format “locale eyes” che sarà trasmesso prossimamente in tutti gli Stati Uniti prima in televisione e poi via web.

Trieste, per un programma in cinque puntate, è stata selezionata insieme ad altre realtà come Buenos Aires, Lisbona, Bridgetown nelle Barbados e Porto Rico. Ieri mattina il sindaco Roberto Cosolini ha parlato dell'iniziativa, dagli stand della Barcolana con una certa soddisfazione. «Una narrazione oltreoceano del nostro territorio non potrà far altro che valorizzarci - ha detto -. Un’opportunità straordinaria».

La troupe, composta da una decina di americani e altrettanti tecnici locali, è al lavoro già dallo scorso 28 settembre. Per realizzare la puntata – mezz’ora in totale – si fermeranno fino al prossimo 17 ottobre. Tre settimane per le riprese e per raccogliere interviste e testimonianze. «Racconteremo il rapporto dei triestini con il mare, sentiremo la loro voce e le loro storie», ha osservato John Tessier, co- executive producer della Digital Kitchen. Non solo barche, però: la puntata spazierà ben oltre ed entrerà nel cuore di un’altra delle caratteristiche più tipiche della città: il caffè.

Anche questo è un aspetto tutt’altro che premeditato. I produttori e i tecnici arrivati a Trieste si sono limitati a fare quattro passi per il centro e accorgersi del rapporto dei triestini con la tazzina. «Hanno constatato personalmente, senza saperlo prima, che stare seduti a un tavolino, sorseggiare e trovare il tempo per chiacchierare è un elemento molto socializzante qui – spiega delle responsabili dello staff – e questo per gli americani è una realtà assolutamente sconosciuta. Loro bevono il caffè stando in piedi, camminando. Hanno visto che questa è davvero una costante, ne sono rimasti colpiti e quindi pure questo rientrerà nella narrazione». Tra i testimonial scelti per le interviste figurano Andrea Illy, con cui verrà affrontato la storia della società nella città, Barbara Franchin di Its, l’artista Francesca Martinelli e il produttore di formaggi del Carso Dario Zidarich. Ma parte delle interviste saranno raccolte anche per strada con i semplici passanti, in modo da realizzare una narrazione con le voci di tutti sul modo di vivere Trieste, le sue abitudini, i suoi spazi e le sue bellezze che rendono in qualche modo unico questo angolino d’Italia anche per gli Stati Uniti.

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