Monfalcone, alla Duca d’Aosta più sport per favorire l’integrazione

I ragazzi della Duca d'Aosta ascoltano la presentazione del progetto (Bonaventura)

Alla scuola primaria iscritti 310 bambini: il 40% stranieri con punte fino all’80%. Le ore in palestra aumentano nelle classi dove c’è una maggiore concentrazione

MONFALCONE Alla primaria Duca d’Aosta lo sport diventa strumento di integrazione. È la scuola “storica” di Monfalcone, nata com’è nel 1892, ma è anche quella da tempo con il più alto numero di alunni stranieri. Si tratta del 40% dei circa 310 bambini iscritti, con punte che vanno però dall’80% della prima a tempo normale, dove tutti i non italiani sono di origine bengalese, al 16,6% della quarta a tempo pieno. A rendere più complessa la situazione è poi la forte mobilità delle famiglie e quindi degli alunni. A causa della crisi, i flussi migratori e i ricongiungimenti familiari sono in continuo movimento: diverse famiglie straniere iscrivono i loro figli per pochi mesi, per poi rientrare nel Paese di origine e tornare in Italia in seguito. Da sempre, quindi, molto presente in fatto di gestione della multiculturalità, la scuola dell’Istituto comprensivo Giacich è però anche molto “ferrata” in fatto di educazione motoria.

Nasce da qui, dall’esigenza di rendere il più serena possibile la vita in classe tra bambini tanto diversi tra loro e dai riscontri positivi avuti dai progetti di motricità realizzati negli ultimi anni, il progetto “Giocatori al centro pronti...attenti...via!”, presentato ieri dalla dirigente scolastica Susanna Tessaro, assieme al sindaco Silvia Altran e all’assessore all’Istruzione Francesco Martinelli e al presidente regionale del Coni Giorgio Brandolin. Comune e Coni sono partner del progetto ideato da un gruppo di maestre della scuola e dall’Istituto e che considera l’attività motoria e sportiva come terreno fertile per lo sviluppo di un ambiente di apprendimento favorevole, muovendosi fra l’italiano L2 e l’inglese, le scienze e le materie umanistiche, la musica e l’interculturalità.

Per i bambini dei primi due anni, come spiega la coordinatrice del progetto Sabrina Bettini, l’attività sarà soprattutto motoria, mentre per quelli degli ultimi tre anni il lavoro sarà trasversale e coinvolgerà tutte le aree di studio per conoscere meglio se stessi e gli altri. Saranno attuati percorsi didattici di rispetto della corretta alimentazione e procedure igienico-sanitarie, tornei di giochi di squadra e marcelonghe, collaborazione con le società veliche. Il progetto avrà durata quinquennale, occupando l’intero anno scolastico. «Quale opportunità migliore anche per lavorare con le famiglie e soprattutto le mamme», osserva la responsabile dell’intercultura della d’Aosta Mara Grani.

La prima fase prevede l’attività in palestra con l’esperto, ed è suddivisa in due sezioni: per le classi con più alta concentrazione di alunni stranieri per 6 ore settimanali per classe, per le sezioni con il 30% di stranieri con padronanza della lingua italiana per 2 ore settimanali per classe, e infine le altre classi con un’ora settimanale. La seconda fase a essere attuata sarà quella delle attività trasversali all’educazione motoria con la creazione per l’intero anno scolastico di percorsi logico-matematici, storici, scientifici e linguistici,lezioni di orienteering in cui si userà anche l’inglese. Ad attuare il progetto sono ora il Comune, Movimento in 3S Coni, Comitato regionale Coni, e Istituto comprensivo Giacich, con l’obiettivo di coinvolgere in seguito Miur, Azienda per l’assistenza sanitaria, associazioni sportive, Isontina Ambiente e Fincantieri. Un ringraziamento alla scuola è arrivato dal sindaco Altran, mentre il presidente regionale del Coni Brandolin ha ricordato che «un progetto simile è stato sperimentato a Udine con ottimi risultati».

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