Fvg, scatta l’allerta. Ex caserma di Muggia centro di accoglienza

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Riunione in Prefettura a Trieste. Garufi: polizia di frontiera allertata, l’incremento di arrivi potrebbe essere notevole

TRIESTE. Il Friuli Venezia Giulia sta vigilando, con attenzione crescente nel passare delle ore, sulla magmatica situazione dei profughi provenienti dalla rotta balcanica. Ieri sono state adottate le prime decisioni ufficiali per affrontare l'emergenza. Ma la tensione rimane alta.

La situazione Dopo quasi tre ore di meeting nella Prefettura di Trieste, presenti i sindaci della provincia e l'assessore regionale alla Solidarietà Gianni Torrenti, il prefetto di Trieste Adelaide Garufi ha lanciato chiaramente il monito: «Il flusso costante di arrivi giornalieri - dice una nota della Prefettura - potrebbe subire un incremento anche notevole in dipendenza del mutato scenario internazionale. Pertanto si fa sempre più pressante la necessità di individuare ulteriori siti di accoglienza». Garufi ha poi evidenziato come «la Polizia di frontiera sia stata già allertata sulla situazione che a oggi sta producendo un continuo stillicidio di arrivi, che sommandosi ci stanno ingolfando». Anche la Questura di Udine ha spostato parte delle forze disponibili della Polfrontiera nella fascia nord del confine italo-sloveno, dove gli agenti operano con finanzieri e carabinieri. Sulla caotica situazione alle porte oramai del territorio regionale, molto più prudente l'assessore Torrenti: «La Regione sta monitorando la situazione profughi provenienti dai Balcani ma, allo stato attuale, non si ravvisano criticità imminenti». Lo stesso pensiero che ha espresso ieri stesso la presidente della Regione Debora Serracchiani.

Accoglienza: il centro Dopo una intera estate a discutere sulle strategie da utilizzare per affrontare l'emergenza, l'incontro in Prefettura di ieri ha sancito ufficialmente la nuova location per ospitare i profughi in arrivo: l'ex caserma della Polizia di Muggia. «Esaminate tutte le opportunità in funzione di un'accoglienza diffusa in strutture demaniali - ha affermato Torrenti - è stato deciso di optare per l'ex caserma della Polizia in località Lazzaretto, a Muggia, dove potranno essere ospitate temporaneamente alcune decine di profughi non appena saranno completati i necessari lavori di ripristino. Non sarà un hub», cioè un centro di prima accoglienza, ha precisato Torrenti.

«È una buona soluzione, tutti se ne renderanno conto in poco tempo. E non creerà alcun problema», ha aggiunto l’assessore. Sempre in tema di accoglienza diffusa, Torrenti ha riferito che vi sarà «un alleggerimento delle presenze nel capoluogo del Fvg, con lo spostamento di un certo numero di profughi nel Pordenonese».

Il capoluogo dunque non ospiterà altri profughi, conferma l'assessore Laura Famulari: «Come annunciato, a Valmaura ospiteremo le persone che prima alloggiavano al Silos. Altri arrivi a Trieste non sono previsti. Almeno per ora». Parzialmente soddisfatto il sindaco di Muggia Nerio Nesladek: «Finalmente abbiamo ricevuto la comunicazione ufficiale dalla Prefettura sul nostro ruolo. Avremmo preferito una location diversa, ma la Prefettura ha spiegato che non c'erano altri luoghi tecnicamente validi. Detto questo il prefetto si è pubblicamente impegnato, una volta terminata l'emergenza, a riconsegnare alla cittadinanza la struttura ora proprietà del Demanio». L'ex caserma ospiterà tra le 40 e le 50 persone richiedenti asilo a partire probabilmente già dall'inizio di questo inverno. Non ancora ufficializzati i costi dell'operazione.

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