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Il Comune di Trieste “arruola” i profughi del Silos

Previsto l’impiego dei migranti in lavori socialmente utili: per afghani e pachistani pulizia delle strade, cura del verde e assistenza ad anziani e disabili. Attività non retribuite. Entro fine settimana il trasferimento nel capannone a Valmaura

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TRIESTE Il trasferimento dei profughi dal Silos al capannone di Valmaura, in via Rio Primario, è imminente. «Questione di giorni», assicura questa volta l’assessore al Welfare Laura Famulari. Ora il Comune di Trieste definirà i dettagli dell’intera operazione, tra cui la rete di interventi pensata per agevolare il più possibile gli ottanta-novanta migranti - richiedenti asilo di nazionalità afgana e pachistana - che troveranno alloggio nella struttura.

L’assessorato sta predisponendo anche una serie di attività in cui inserire queste persone: lavori socialmente utili, sostanzialmente, organizzati dal municipio stesso o da associazioni e cooperative, come la pulizia delle strade e del verde pubblico. Non solo. Una parte di loro è destinata al sociale, con compiti di assistenza ad anziani e disabili nelle micro-aree rionali. «Crediamo che coinvolgerli in questi progetti - spiega l’assessore - sia il modo migliore per tenerli impegnati con qualcosa di buono e produttivo per loro e per la nostra comunità cittadina. Naturalmente non possiamo pagarli, come noto».

Iniziative del genere, sebbene in misura decisamente inferiore, sono già state sperimentate a Trieste soprattutto nei portierati sociali delle microaree; ora si tratta di allargarle al maggior numero possibile, considerata l’ondata di arrivi alla quale la città ha assistito nelle ultime settimana. Che, come annunciato dalle istituzioni, a cominciare dalla Prefettura e dalla Regione, potrebbe aumentare. Insieme all’organizzazione delle attività quotidiane per i migranti, il Comune garantirà una presenza fissa di operatori e volontari nel capannone di via Rio Primario.

«Stiamo mettendo in piedi un sistema sicuro integrando tutte le possibili iniziative per favorire l’accoglienza - osserva Famualari -. Sistemati in una struttura ordinata, sarà molto più facile monitorare e gestire il tutto». L’allestimento dell’immobile, con brande e attrezzature, spetta invece alla Protezione civile.

Proprio in queste ore è in corso lo sgombero e pulizia degli spazi in cui troveranno alloggio le decine di migranti. Il Comune intende muoversi il più rapidamente possibile, in modo da accorciare le fasi del trasloco. Per lo spostamento vero e proprio di tutti i profughi non è però previsto un servizio ad hoc: utilizzeranno semplicemente gli autobus come già fanno ogni giorno per raggiungere la mensa della Caritas.

«L’impegno del Comune è assicurare la massima organizzazione e sicurezza - dice in risposta alle preoccupazioni dei residenti -. Problemi di ordine pubblico non ce ne sono mai stati finora dunque non c’è niente da temere. Ricordo che queste persone sono già da un po’ presenti nella nostra città e non è mai accaduto nulla. Trovare, come stiamo facendo, una sistemazione dignitosa non può esser visto come un problema, tutt’altro».

L’invito di Famulari, rivolto soprattutto ai partiti di centrodestra, «è evitare dichiarazioni strumentali che alimentano l’odio nella nostra comunità. Ricordo che quanti criticavano la presenza dei profughi in via Bonomo, in Viale, sono gli stessi che ora polemizzano sulla scelta della periferia. Ma così si insinua la preoccupazione delle popolazione, che invece va assolutamente ridimensionata. Queste persone, ripeto, non hanno mai dato alcun problema. Noi comunque ci muoveremo per garantire la massima sicurezza e gestione dell’intera accoglienza», ribadisce.

La presenza dei migranti al Silos, che come noto da oltre un mese vivono nella spazzatura e in capanne di cartone, si è trasformata in una vera e propria emergenza sanitaria in seguito al sopralluogo del Dipartimento di prevenzione: durante l’ispezione i tecnici e i dirigenti non avevano potuto far altro che constatare l’assoluta mancanza di igiene nel sito. Di qui la richiesta di sgombero avanzata al Comune.

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