Capodistria, è guerra tra Luka Koper e camionisti

Gli autotrasportatori della Slovenia si ribellano alla tassa d’ingresso che devono pagare per poter entrare in porto

CAPODISTRIA. Quella “gabella” agli autotrasportatori della Slovenia proprio non va giù. Stiamo parlando del “pedaggio” o “tassa” che sono costretti a pagare per l’accesso alle strutture del Porto di Capodistria. Esattore è Luka Koper, la società che gestisce proprio lo scalo del capoluogo del Litorale. Si tratta di 7 euro a causa dei quali la questione ora sarà posta di fronte alla Commissione europea. Autotrasportatori sloveni contro Luka Koper dunque. Così la sezione di Capodistria dell’Associazione degli autotrasportatori della Slovenia e la stessa associazione a livello nazionale (Ozs) hanno inviato una missiva alla Commissione europea denunciando quella che per loro è una vera e propria “gabella” riscossa illecitamente.

«Il Porto di Capodistria - afferma a Rtvs Slovenija il presidente della sezione capodistriana della Ozs, Štefan Kocjan›i› - è l’unico porto dell’Unione europea dove agli autotrasportatori che svolgono la loro opera commerciale viene chiesto il pagamento di una tassa. Così facendo però si viola il principio fondamentale dell’Ue che garantisce il libero accesso alle infrastrutture portuali, la libera movimentazione delle merci e il rispetto di un’onesta concorrenzialità, tutte regole che la Slovenia ha scritto nel suo codice civile e in quello marittimo». «Gli autotrasportatori sloveni - prosegue Kocjan›i› - sono così discriminati rispetto ai colleghi degli altri Paesi europei».

Gli autotrasportatori della Slovenia hanno anche avuto conferma che Luka Koper non ha alcun diritto nell’esigere la “tassa d’ingresso” nè in base al contratto di concessione sottoscritto con lo Stato (che tra l’altro è l’azionista di maggioranza della società), nè in base al regolamento del Porto stesso. «Di questa questione - precisa ancora Kocjan›i› - stiamo discutendo oramai da molti anni senza però giungere a soluzione alcuna. Alla nostra ultima lettera non abbiamo neppure ricevuto risposta dal ministero delle Infrastrutture. Per questo non ci è rimasto altro che rivolgerci direttamente alla Commissione europea per il trasporto».

«Luka Koper - rincara la dose il presidente della sezione trasporto della Camera di commercio della Slovenia, Andrej Klobasa - con la riscossione della tassa d’ingresso mette in atto un vero e proprio comportamento criminale e qualcuno dovrebbe rispondere di tutto ciò». «Anche lo studio commissionato su questo tema dall’ex ministro Patrick Vla›i› - precisa Klobasa - ha chiaramente dimostrato che la riscossione di Luka Koper è chiaramente in contrasto con quanto prescritto nel contratto di concessione». Secondo un calcolo della stessa Camera di commercio Luka Koper incassa all’anno dalla riscossione della “gabella” una cifra che varia da 1,5 miioni a 6 milioni di euro.

Luka Koper però si difende sostenendo che la tassa viene richiesta perché gli autotrasportatori utilizzano strade e strutture operative che sono state realizzate con i soldi di Luka Koper e si tratta quindi di un pagamento assolutamente assimilabile agli altri chiesti da Luka Koper per l’utilizzo dei servizi portuali. La società spiega che tutte le infrastrutture viarie all’interno del porto non fanno parte della rete stradale nazionale e quindi non vengono gestite dal bilancio dello Stato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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