Ma il governo non molla sul parco di Miramare

La visita di Franceschini al castello di Miramare (foto Lasorte)

No al coinvolgimento del municipio per il verde. In arrivo un protocollo d’intesa per attivare un treno storico

TRIESTE Lo Stato non rinuncia a Miramare, nonostante Comune di Trieste e Regione si siano fatti avanti per prendere in mano la gestione del gioiello asburgico. Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini l’ha chiarito nel corso della sua visita al castello e al parco, accompagnato dal prefetto Francesca Adelaide Garufi, dalla governatrice Debora Serracchiani e dal sindaco Roberto Cosolini.

Gli onori di casa sono stati fatti da Rossella Fabiani, direttrice del Museo storico del castello, e da Luca Caburlotto, direttore del Polo museale regionale. Proprio dalle sale del castello è iniziata una camminata che ha portato il ministro a visitare alcune stanze, fra lo sguardo meravigliato dei turisti presenti, di quella che fu la dimora di Massimiliano e Carlotta.

Franceschini si è soffermato ad ammirare da una finestra il porticciolo sottostante, dal quale lo stesso Massimiliano partì definitivamente alla volta del Messico. Prima di inoltrarsi all’interno del parco, su sollecitazione di Serracchiani - che ha più volte ribadito di voler mostrare le condizioni del giardino ottocentesco -, il titolare dei Beni culturali ha voluto fotografare con il suo telefonino la facciata principale del castello.

Il “tour” è proseguito con la visita ai due cantieri delle serre, quelle storiche e quelle nuove, dove Franceschini ha chiesto delucidazioni sul riutilizzo di quegli spazi e sulla possibilità di crearvi all’interno un ristorante. Ipotesi, quest’ultima, definita «irrealizzabile» dal responsabile del parco Maurizio Anselmi, «dal momento che i metri cubi previsti dal piano regolatore ci consentono solamente l’apertura di un punto di ristoro».

Pronta la replica del ministro, che ha suggerito di intavolare un ragionamento, in questo senso, con l’amministrazione comunale. Amministrazione con la quale sembra esserci stata una piena sintonia, nel concordare «la necessità di valorizzare un sito che è strategico per tutta la regione».

Una valorizzazione, però, che non si può realizzare attraverso un passaggio di consegne fra Stato ed enti locali: «La gestione di Miramare - ha chiarito il ministro Franceschini - rimane di competenza dello Stato. Siamo nel mezzo di una riforma che consentirà il rilancio di questo e di altri poli museali. A breve firmeremo un accordo di collaborazione con il Comune e la Regione per poter ulteriormente sviluppare un luogo le cui potenzialità sono ben note».

Un protocollo di intesa che potrebbe coinvolgere altri soggetti, come le Ferrovie dello Stato, con le quali è stato già avviato un dialogo. Un accenno, quello fatto dal ministro, che riguarda la possibilità di utilizzare la stazione ferroviaria di Miramare e di attivare un apposito convoglio storico, che diverrebbe uno dei principali mezzi per avvicinarsi alla dimora asburgica. «La disponibilità del Comune nei confronti di Miramare è massima - così il sindaco Cosolini - , anche se non è pensabile che lo Stato, dopo averci già regalato il Porto Vecchio, si spogli ulteriormente dei suoi beni».

La riqualificazione però, necessariamente, dovrà passare attraverso alcuni cambiamenti. La gestione, innanzitutto, non potrà più essere separata: il parco e il castello dovranno ricadere sotto un’unica direzione che, grazie al ricavato dei biglietti di ingresso, potrà contare su un budget da gestire autonomamente. Fino a quando non sarà raggiunta questa autonomia finanziaria, lo Stato garantirà il finanziamento degli interventi di manutenzione del parco.

A questo scopo è stato chiesto a Caburlotto di inviare al ministero, attraverso la Regione, un piano progettuale per il parco. “Compiti per casa” che il direttore del Polo museale assicura di aver fatto già da molto tempo e che andranno consegnati entro venerdì. Un masterplan, suddiviso in base alle priorità di intervento, che verrà preso in considerazione da Invitalia, l’Agenzia nazionale che ha il compito di accelerare la spesa dei fondi comunitari e nazionali per la valorizzazione dei beni culturali.

L’elenco dei lavori da fare è lungo e il coinvolgimento di Invitalia potrebbe dare nuova linfa alle casse di Miramare. Ulteriori cantieri potrebbero aprirsi a breve all’interno del parco. Sicuramente entro la fine di settembre verrà transennato il degradato parterre. L’ha annunciato lo stesso Caburlotto, dopo aver dichiarato la conclusione dell’iter che è servito ad appaltare i lavori di riqualificazione del giardino all’italiana.

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