In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Trieste, Alinari Image Museum: partono i lavori al castello di San Giusto

Sottoscritto l’incarico per la realizzazione delle rete impiantistica, allestimento entro fine primavera

2 minuti di lettura
Il Bastione Fiorito dove iniziano i lavori per l’Alinari Image Museum (foto Sterle per Fratelli Alinari) 

TRIESTE Aprirà i battenti nella tarda primavera del prossimo anno l’Alinari Image Museum, struttura espositiva interamente multimediale che sta prendendo vita al Bastione Fiorito del castello di San Giusto.

La scansione dei tempi è stata definita in questi giorni in Comune, con la firma all’incarico per i lavori dell’articolata impiantistica (cablaggi, rete telematica, corpi illuminanti, condizionamento) fra la Fratelli Alinari e l’impresa friulana Galetto Impianti, presente lo staff del Servizio edilizia pubblica dell’amministrazione, il quale dovrà dar corso a questa prima fase che è di competenza comunale.

A questo punto, in base agli accordi, il Comune ha 120 giorni lavorativi per realizzare gli impianti (ed effettuare i dovuti i collaudi) e mettere quindi i 500 metri quadri della struttura a disposizione della Fratelli Alinari, che poi ne avrà a disposizione altrettanti per l’allestimento vero e proprio.

«Abbiamo dato corso agli impegni - commenta Andrea Dapretto, assessore ai Lavori pubblici - e per quanto ci riguarda cercheremo di fare prima possibile, così da permettere ad Alinari di passare quanto prima all’allestimento di una struttura che costituirà un’importante attrattiva per il castello». L’allestimento di quello che sarà il terzo museo del genere in Europa (dopo quelli di Londra e Parigi), e che conterrà molti aspetti innovativi e “sperimentali”, non sarà un’operazione semplice.

Si partirà con l’aspetto “edile”, che dovrà realizzare gli spazi necessari ad accogliele diverse apparecchiature. Sarà così costruita innanzitutto una sala, chiusa al pubblico, che conterrà tutte le strutture tecnologiche di controllo (server e computer) degli spazi espositivo-interattivi. Spazi in cui troveranno posto dispositivi all’avanguardia: una trentina di schermi digitali, controllati da computer, una decina di tablet, venti proiettori ad alta definizione e alcuni tavoli “touch screen”.

L’allestimento, dunque, vedrà una completa rimodulazione degli spazi al Bastione Fiorito, che oltre a schermi 3D e a installazioni di “realtà aumentata” comprenderanno anche una sala per mostre tematiche e una zona riservata alla “realtà immersiva”, dove osservare le immagini immersi nel buio.Questi spazi “immersivi” si aggiungeranno alle due sezioni principali del museo: quella multimediale digitale e quella multimediale fotografica (dedicata alla fotografia analogica/cartacea).

I complessi software “dedicati” che dovranno gestire tutta questa tecnologia sono già in fase di elaborazione, ma dovranno essere affinati man mano che si ci avvicinerà alla fase finale dell’allestimento. Per avere un’idea della complessità del lavori si deve considerare che server e computer conterranno un database di 50mila immagini (aumentabili nel corso del tempo), tutte ad altissima definizione (da ognuna di esse si può ingrandire almeno una decina di dettagli). Immagini che sono suddivise in 60 classi semiologiche, e che il pubblico potrà ricercare anche attraverso 8mila parole chiave inserite nei programmi di gestione.

«Nel database - precisa Claudio de Polo Saibanti, presidente di Fratelli Alinari - ci sarà anche un focus sull’Alpe Adria e i Paesi vicini. E se usando le parole chiave ogni visitatore potrà “costruire” la sua mostra fotografica personale, puntiamo a coinvolgere il pubblico anche in un’altro modo, attraverso la riscoperta di fotografie di famiglia abbandonate da anni nei cassetti».

Nelle attività dell’Aim (Alinari Image Museum) un ruolo importante sarà poi svolto dalla nostra Università. «In base all’accordo rinnovato mesi fa - osserva il presidente di Alinari - l’ateneo sarà il nostro partner per collegamenti e scambi di materiale con altre università e istituzioni di tutta Europa, in particolare dell’Est, per allestire e scambiare mostre e immagini che altrimenti non sarebbe possibile portare all’attenzione del pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori