Comune e Regione: «Roma ci affidi il parco di Miramare»

Il degrado del parterre del parco di Miramare (foto Lasorte)

Mercoledì arriva in visita il ministro Franceschini. E il municipio chiede di poter curare i ventidue ettari

TRIESTE «Quando i cittadini, e pure qualche turista, mi chiedono conto del perché il parco di Miramare versa in quelle condizioni, non mi posso limitare a rispondere che non è nostra competenza. Non può bastare».

Roberto Cosolini non vuole perdere l’occasione di spiegarlo al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, che mercoledì 2 settembre sarà in città, per la prima volta in visita al Porto Vecchio. E allora, d’intesa con la Regione che mostra lo stesso interesse verso il recupero agli antichi splendori del gioiello cittadino, il sindaco si prepara a chiedere a Roma il via libera per la manutenzione del parco. Ventidue ettari di superficie verde che circondano quella che fu la dimora di Massimiliano d’Asburgo: la principale attrazione turistica di Trieste, una tra le mete più visitate d’Italia.

Un biglietto da visita, tuttavia, da rinnovare al più presto. Perché, anche nella fase di transizione dalla Soprintendenza regionale ai Beni storico-artistici all’attuale Polo museale del Friuli Venezia Giulia, assieme ad Aquileia e Cividale, effetto della riforma Franceschini, la burocrazia continua a frenare i buoni auspici delle istituzioni.

A lasciare a desiderare, da tempo, è soprattutto la manutenzione ordinaria. Lo rilevava qualche mese fa l’ex parlamentare grillino Aris Prodani in un’interrogazione proprio a Franceschini: «Viottoli e scalinate sconnessi, siepi e aiuole infestate da erbacce e rovi, prati lasciati incolti».

Una fotografia nota a tutti che Comune e Regione cercano ora di incenerire. Quella di mercoledì, fa sapere il sindaco, «è una missione concordata con Franceschini, la presidente Debora Serracchiani e il deputato Ettore Rosato a luglio.

Il primo punto in agenda sarà Porto Vecchio, tema di cui abbiamo iniziato a parlare in un incontro congiunto con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e che ha una non trascurabile valenza culturale: l’obiettivo è infatti quello di un unico polo museale del mare a livello cittadino».

Dopo di che, con Franceschini in visita a Miramare, non ci potrà essere migliore occasione per coinvolgere il ministro su un passaggio di consegne: il Comune come strumento del ministero nella gestione del parco. «Le difficoltà in cui versa l’area sono note – prosegue Cosolini –. Ma, di fronte ai limiti strutturali manifestati dallo Stato nella sua gestione, anziché accusare, alzare la voce contro responsabilità personali che in questo caso non esistono, sollecitare a gran voce interventi che stanno oggettivamente tardando, preferiamo renderci disponibili a caricarci dell’incombenza. In via del tutto collaborativa». Se serve, insomma, «siamo qui».

E, per come appare oggi il parco ai visitatori, servirà davvero. Cosolini ne è convinto. Prima ancora di fare i conti: «Sarà eventualmente il passaggio successivo. Si tratterà di capire a quanto ammontano i fondi stanziati attualmente e a che cosa possano servire, e poi di verificare se si potrà attingere a nuove risorse. Ma non ci sono dubbi sul fatto che, vista l’importanza del sito, restituirlo all’antica bellezza non può che essere operazione virtuosa per una città che sta vivendo un vero boom turistico. Per quello che abbiamo potuto sin qui, Serracchiani e io abbiamo fatto ritornare a Miramare, dopo 16 anni, lo spettacolo “Luci e suoni”».

Un sostegno finanziario della Regione? «Vediamo. Certo l’ipotesi di introdurre un biglietto d’ingresso di importo modesto, un abbonamento annuale per i triestini da 2-3 euro, magari esonerando le categorie più deboli, potrebbe essere un punto di partenza. Con ulteriori risorse dai turisti si potrebbe creare un sistema di manutenzione e gestione programmata del parco che consentirebbe di affrontare le problematiche emerse in questi anni».

Che Miramare possa fare da traino all’intera regione è convinto anche l’assessore alla Cultura Gianni Torrenti. La richiesta del Comune a Franceschini viene non a caso prontamente sposata dalla Regione: «La burocrazia sta ritardando risposte che la comunità triestina necessita invece in tempi ridotti: il parco di Miramare non al top è un grande vulnus. Se il Comune se la sente di mettere in campo risorse umane ed economiche per la sua valorizzazione, non c’è dubbio che la Regione lavorerà perché l’accordo con Roma si concretizzi».

Un passaggio, quello del parco al Comune, che non dovrà passare per la commissione Paritetica: «Il tema delle competenze sui beni architettonici è altra cosa, argomento che non riguarda la visita del ministro». Franceschini accetterà la proposta Regione-Comune? «L’approccio del ministro sarà quello di trovare una soluzione per rilanciare Miramare – anticipa Rosato –. Ci sono tutte le condizione perché questa soluzione venga individuata, a soddisfare le legittime esigenze del territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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