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Trieste, la troupe del Tg1 documenta l’abbandono a Miramare

Italia Nostra fa da “cicerone” ai giornalisti Rai: «Hanno visto un bosco più che un giardino all’italiana»

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Nonostante gli sforzi, il parco di Miramare versa nel degrado 

TRIESTE L’Italia guarda con interesse al parco di Miramare. E alle sue traversie. Nelle ultime ore una troupe del Tg1 ha visitato la dimora che fu di Massimiliano e Carlotta, accompagnata dalla vicepresidente dell’associazione Italia Nostra Trieste Giulia Giacomich, riscontrando una situazione di degrado che mal si concilia con la vocazione turistica del sito e con le sue rinnovate ambizioni.

«La Rai mi ha contattato su interessamento della sede centrale della nostra associazione. Ho accompagnato la giornalista e due cineoperatori lungo i viali del parco per quasi due ore e mezza, durante le quali abbiamo potuto riscontrare l’incuria in cui versa. Ci siamo trovati davanti a un bosco più che a un giardino che andrebbe conservato nella sua integrità storica» afferma Giacomich.

Italia Nostra ha rivolto le sue attenzioni a Miramare a partire dal 2012 a seguito di alcune inchieste comparse su Il Piccolo che ne denunciavano il degrado. Da allora l’associazione ha scattato e catalogato oltre duemila fotografie che sono state esposte per tre settimane a cavallo fra i mesi di giugno e luglio di quest’anno.

Eppure, anche se a velocità pachidermica, qualcosa si muove nella principale attrazione turistica del Friuli Venezia Giulia che, proprio domani, vedrà la visita del ministro alla Cultura Dario Franceschini. Le ruspe e i camion ribaltabili hanno fatto il loro ingresso nel parco, grazie all’accordo Stato-Regione che ha concesso un’iniezione salutare di un milione e 800 mila euro.

La “remise en forme” ha interessato soprattutto le serre ottocentesche, per le quali negli scorsi mesi è iniziato un lento recupero che dovrebbe terminare in autunno. Sono stati completati i lavori di automazione dell’ingresso, con il posizionamento della sbarra e delle macchinette per il pagamento del parcheggio, che entreranno in funzione il prossimo 15 settembre.

A lasciare interdetti i visitatori, invece, continua a essere lo stato di abbandono del giardino all’italiana. Se ne sono accorti anche gli obiettivi di mamma Rai che a lungo hanno indugiato sulle pessime condizioni del parterre. E pensare che il rifacimento del giardino all’italiana è stato garantito da un finanziamento del Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, attraverso una campagna nazionale alla quale ha aderito attivamente anche Il Piccolo.

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