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Trieste, parte la gara per il rilancio della piscina Aquamarina

Il Comune detta le linee guida per la nuova concessione da 1,4 milioni all’anno. Si va dai corsi per anziani ai pacchetti speciali sino all’apertura serale del bar

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Una delle vasche climatizzate dell'Acquamarina (Foto Silvano) 

TRIESTE Non più e non solo un contenitore di sport e di percorsi terapeutici e riabilitativi. Ma un vero e proprio luogo di aggregazione a disposizione dei triestini. La piscina “Acquamarina” di Campo Marzio cambia veste. O, almeno, ci prova. È questo, in sintesi, il progetto su cui punta l’amministrazione comunale: un progetto che viene riassunto nelle linee guida del capitolato che “vale” la gestione della piscina terapeutica. Il palio, con il bando, c’è infatti la nuova concessione dei servizi che partirà all’inizio del prossimo anno.

L’idea del Comune, in sostanza, è quella di ampliare l’offerta valorizzando la struttura e allargando il target di coloro che frequentano la piscina. Come? Ad esempio con progetti di socializzazione che coinvolgano in particolar modo la popolazione anziana e con l’aumento dei corsi di avvicinamento rivolti ai giovani (bambini e studenti delle scuole dell’obbligo), nonché con il potenziamento della fruibilità della piscina per gli adulti attraverso pacchetti specifici e programmi pensati per il dopolavoro e con la previsione di una serie di ore gratuite annuali dedicate al supporto in acqua di persone diversamente abili.

«L’obiettivo è quello di seguire la strada già tracciata ma cercando di aumentare l’appetibilità e di conseguenza la fruibilità della struttura» spiega Mauro Silla, direttore dell’area Servizi e Politiche Sociali. E aggiunge: «In sostanza vogliamo dare maggiore impulso all’“Aquamarina” partendo da quella che è stata l’esperienza maturata in questi anni ma guardando anche alle analoghe strutture presenti nel Triveneto e nella vicina Slovenia in modo da far crescere l’appeal della piscina attraverso un’offerta maggiore e ancor più qualificata di servizi».

Le indicazioni, come si diceva, sono tracciate nel nuovo bando di concessione e dovranno essere recepite da chi gestirà la struttura a partire da gennaio. La gara è fissata a fine ottobre. Il valore annuale del contratto ammonta a un milione e 400 mila euro annuali. E la durata è di cinque anni (con possibilità di rinnovo per ulteriori cinque).

Il bando di gara, ancora, prevede che la scelta dell’offerta più vantaggiosa si basi per l’85 per cento su parametri tecnici e “solo” per il 15 per cento su quelli economici.

L'esterno della piscina Acquamarina di Campo Marzio 

La struttura, che conta complessivamente su una superficie di quasi duemila metri quadrati e che viene frequentata ogni giorno in media da circa 150 persone, con punte di 200 ingressi, si candida dunque a traformarsi anche in un luogo di incontro e socializzazione, dover poter realizzare iniziative come dibattiti, mostre o conferenze, e dove poter allungare l’orario di apertura del bar anche alla sera. «L’idea è proprio quella di fare in modo che il luogo non venga utilizzato solo per l’attività abituale e cioè quella sportiva, ludica e riabilitativa - osserva Laura Famulari, assessore comunale alle Politiche Sociali -. Al contrario si punta a trasformarla in un polo di aggregazione, dove venga maggiormente rafforzato l’aspetto sociale, che a quel punto verrebbe sviluppato su più assi ed in diverse direzioni».

Attualmente la gestione della piscina è affidata alla Team 2001 Sport Academy, che si occupa di altri cinque centri sportivi natatori nel Triveneto, mentre la parte delle cure riabilitative è pertinenza della Pineta del Carso. La piscina, rimasta chiusa come ogni anno nel mese di agosto al fine di eseguire le ordinarie manutenzioni all’impianto, riaprirà i battenti proprio domani, mentre la segreteria è rimasta attiva per raccogliere le nuove iscrizioni.

Un’ulteriore novità è data dal fatto che l’amministrazione comunale intende sviluppare una iniziativa volta alla realizzazione di una rete di teleriscaldamento e teleraffrescamento anche a servizio della piscina stessa e delle sue attività. La giunta, con delibera dello scorso luglio, ha stabilito infatti di impegnare i competenti uffici a sviluppare verifiche di fattibilità e modalità operative e gestionali finalizzate all’utilizzo dell’idrotermia come fonte di energia rinnovabile nel proprio patrimonio immobiliare a partire da edifici pubblici pilota situati in prossimità del mare.

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