Comune e Caburlotto ai ferri corti su Miramare

Il Parco di Miramare

Da nove mesi i consiglieri cercano invano di convocare un incontro sul Parco. L’ex soprintendente prima non risponde e poi li accusa di «scorrettezza»

TRIESTE Quanto tempo ci vuole per convocare una banale commissione consiliare per fare il punto sulla situazione - notoriamente non rosea - del Parco di Miramare ascoltando le parole di chi ha la responsabilità di gestire quel parco, ovvero la Soprintendenza ai beni culturali? Più facile a dirsi che a farsi, visto che i consiglieri comunali triestini ci stanno provando, a più riprese, da oltre nove mesi e mezzo, senza essere ancora riusciti nell’intento.

Il muro contro cui sono andati a sbattere ha le fattezze di Luca Caburlotto, ex soprintendente e ora direttore del Polo museale regionale, con il quale la Terza commissione consiliare ha intrapreso un vero e proprio braccio di ferro epistolare iniziato lo scorso 7 novembre 2014. In mezzo a questi nove mesi ci sono una lunga sfilza di e-mail (spedite dal Comune) alle quali è seguito un silenzio assordante da parte dell’ex soprintendente, silenzio interrotto solo una lunga e piccata lettera in cui accusa i consiglieri di «scorrettezza» e scarsa collaborazione tra istituzioni. Risultato: l’audizione sul Parco di Miramare non ha ancora visto la luce. E, probabilmente, non la vedrà mai.

Tutto, come si diceva, è iniziato lo scorso novembre quando Carlo Grilli (Lista Dipiazza) presenta una richiesta di convocazione della Quarta commissione, sottoscritta da maggioranza e opposizione, alla quale invitare coloro che si occupano della gestione del parco. Quattro giorni dopo, quindi, parte l’invito al soprintendente Luca Caburlotto, al quale viene chiesto di indicare una data utile. La mail, però, rimane senza risposta. Sarà solo la prima di una lunga serie.

A gennaio ci riprova la Terza commissione, a cui nel frattempo è passata la questione. Dall’altra parte, ancora silenzio. Ad aprile, dopo una terza mail - inascoltata - e un sollecito, arriva la prima risposta di Caburlotto, che chiede di girare la richiesta all’indirizzo della sua segretaria per controllare gli impegni in agenda a maggio. Il nuovo indirizzo risulta, però, non reperibile e così parte una nuova mail a Caburlotto. Che di nuovo non risponde.

A quel punto, i consiglieri chiedono al presidente della Terza commissione Manuel Zerjul (Pd) di insistere con maggiore fermezza, “minacciando” di prendere pubblicamente una posizione critica sulla vicenda che ormai - siamo al 20 maggio - si trascina da oltre sei mesi. I toni più “decisi”, però, non vanno giù a Caburlotto che, in una lunga lettera, replica: «Rimango sconcertato e trovo quantomeno scorretto invitare a un incontro del tutto informale e non dovuto paventando, in caso di mancato riscontro, “spiacevoli prese di posizione pubbliche da parte dei gruppi consiliari” - si legge nella mail -. Tale condotta non depone a favore della “leale collaborazione” tra le istituzioni e anticipa un clima di sentimenti e risentimenti tale da rendere incerto il lineare esito del richiesto incontro e incerta altresì l’opportunità del suo svolgimento». Dopo essersi riservato di decidere in merito, Carburlotto (che abbiamo provato a contattare telefonicamente, ma senza esito, ndr) spiega in un linguaggio estremamente burocratico la complessa situazione amministrativa transitoria in cui si trovano il Parco e il Castello di Miramare, coinvolti nella riforma del Mibact.

A quel punto a scendere in campo è lo stesso presidente della Terza commissione Zerjul, che, dopo aver ricordato a Caburlotto che la prima convocazione risale a novembre, (siamo al 27 maggio) conferma la «piena disponibilità» all’incontro. A quel punto, però, il silenzio si fa totale: dalla Soprintendenza non giunge più alcuna risposta, nemmeno all’ennesima richiesta di audizione, stavolta firmata da Paolo Rovis (Trieste Popolare), in data 2 luglio.

È lo stesso Rovis a esprimere «grande amarezza per l’atteggiamento da inaccessibile burocrate usato dalla Soprintendenza nei confronti dell’intero Consiglio comunale. Caburlotto - aggiunge - ha perso un’occasione per informare il Consiglio e la cittadinanza sugli interventi in corso nel Parco di Miramare: avrebbe rassicurato l’opinione pubblica sul destino di un bene che è di tutti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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