La preside: «Un pilastro del Fabiani Era bravissimo con gli studenti»

Ci sono professori che si limitano a spiegare il programma delle loro materie e a mantenere l’ordine in classe durante l’orario di lezione. E altri, una ristretta minoranza in genere, che riescono ad...

Ci sono professori che si limitano a spiegare il programma delle loro materie e a mantenere l’ordine in classe durante l’orario di lezione. E altri, una ristretta minoranza in genere, che riescono ad andare oltre, a instaurare con i ragazzi un rapporto vero e profondo basato sul rispetto reciproco. A diventare un punto di riferimento per i loro studenti, dando pieno significato a quello che un insegnante dovrebbe fare e cioè educare. Anche e soprattutto alla vita. Graziano Capello era così: scherzava quando c’era da scherzare, ma si faceva rispettare quando era il momento di fare sul serio. E, soprattutto, c’era sempre nel momento del bisogno, pronto a dare una mano, a raccogliere le confidenze dei ragazzi e ad aiutarli nelle grandi e piccole difficoltà.

«Era un ottimo insegnante, ma soprattutto un vero educatore. I ragazzi capivano che lui li rispettava e per questo otteneva rispetto - racconta la preside dell’istituto Deledda-Fabiani Delia Bloise, collega e amica del docente ronchese stroncato da un malore durante una vacanza in Grecia -. Erano tutti pazzi di lui: per loro era un autentico punto di riferimento, a cui chiedere consigli e confidarsi quando avevano problemi, scolastici e non».

La dirigente fatica a trovare le parole per dire addio a quello che non esita a definire un amico: «Mi sembra impossibile dover parlare di lui al passato - continua Bloise -. Io e Graziano ci siamo conosciuti vent’anni fa, quando entrambi insegnavamo alla Campi Elisi: io lettere e lui educazione fisica. Diversi anni dopo, quando ho ottenuto la dirigenza al Max Fabiani, per me è stata una gioia ritrovare lì una persona cara. Parlavamo molto e tra di noi c’era tanta stima. Era un punto di riferimento anche per me».

Capello avrebbe dovuto fare ritorno a scuola il prossimo lunedì, 24 agosto, per gli esami di recupero: nell’ultimo anno aveva seguito ben 9 classi, sempre con la stessa passione e dedizione. «Oltre a lavorare bene nelle ore di educazione fisica, in orario extrascolastico Graziano seguiva anche i gruppi sportivi di diverse discipline: era bravissimo a coinvolgere i ragazzi e i risultati non sono mancati - continua la preside -. L’ultima volta che l’ho visto a scuola è stato a luglio, per gli esami di Maturità. Ricordo che era felicissimo di partire di nuovo per la Grecia, Paese di cui era innamoratissimo. Ci andava ogni anno, visitando sempre posti diversi. E amava tantissimo anche la cucina greca - ricorda Delia Bloise -: ogni tanto organizzavamo qualche cena tra colleghi a scuola e ognuno di noi doveva portare qualcosa. Lui quasi sempre si presentava con qualche specialità greca che aveva imparato a cucinare durante i suoi viaggi».

La notizia della scomparsa del professor Graziano Capello è ancora troppo fresca per pensare già al “dopo”. «Io andrò in pensione il primo settembre, ma sicuramente a scuola faremo qualcosa per ricordarlo - continua la preside -. Graziano era una figura “storica” del Fabiani, una delle poche rimaste. Era legatissimo a questo istituto, tanto da fare la spola tra Trieste e Ronchi per molti anni. Lui stesso amava definirsi “un insegnante del Max Fabiani”».

Quello che è certo è che il vuoto che ha lasciato nell’istituto di via Monte San Gabriele sarà incolmabile.

«Ci mancherà sotto tutti i punti vista, come uomo e come professore. Mancherà la sua figura imponente che si aggirava nei corridoi, le chiacchiere davanti a un caffè durante il riposo - aggiunge la dirigente scolastica -. Lunedì ci sarà il ritorno dei professori a scuola e vedremo il farsi, ma adesso è davvero troppo presto... è ancora troppo difficile realizzare quanto è accaduto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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