Trieste, un hotel di lusso nell’ex sede della Ras

Allianz orientata a trasformare il prestigioso palazzo di piazza della Repubblica in albergo dotato di suite a cinque stelle

Quando a metà luglio Allianz aveva confermato la vendita di un pacchetto di stabili triestini a Bnp Paribas sgr per il valore di circa 50 milioni di euro, fonti milanesi del grande gruppo assicurativo avevano puntualizzato che questa operazione non avrebbe assolutamente significato il disimpegno della compagnia da Trieste. Anzi: Allianz avrebbe valorizzato altri suoi asset immobiliari. Aveva cominciato con la sede dell’ex Lloyd Adriatico in largo Irneri, avrebbe proseguito con il prestigioso palazzo che aveva ospitato il quartier generale della Ras in piazza della Repubblica.

L’idea, che si svilupperà nei prossimi mesi e che per ora non viene confermata per le vie ufficiali da Milano, è quella di trasformare l’edificio in un albergo di alto profilo. Stando alle informazioni raccolte, si era ipotizzato un hotel dotato di sole suites, per incontrare le esigenze di una fascia di clientela attualmente non “coperta” dalle strutture recettive triestine. È lecito ritenere che l’operazione, se confermata e se realizzata, dovrebbe coinvolgere un soggetto imprenditoriale specializzato nel settore, perchè è difficile ritenere che una compagnia assicurativa si dedichi “in diretta” alla hotellerie.

La destinazione urbanistica è A0, l’uso attuale - riporta una scheda dell’amministrazione comunale - è terziario-direzionale e commerciale: la pratica di trasformazione nei competenti uffici comunali, quando verrà aperta, non dovrebbe rappresentare un problema. Altro discorso sarà quello che riguarda i rapporti con la Soprintendenza per i beni architettonici paesaggistici, in quanto sullo storico edificio insiste un vincolo diretto.

Il palazzo è sotto-utilizzato, è un cespite di sicuro interesse e lo sottolinea la centralissima posizione. Anche da interlocuzioni istituzionali viene segnalato un certo movimento su Trieste da parte di primari gruppi alberghieri, come dimostrato dalle attenzioni rivolte alla prospettiva di parziale riconversione di palazzo Carciotti. Aspetto e dimensioni dello stabile non passano inosservati, tra piazza della Repubblica, via Dante, via Santa Caterina, corso Italia.

La sua trasformazione in hotel de luxe non lascia chiaramente indifferenti addetti ai lavori e operatori del settore, a partire dalle presidente della Federalberghi triestina, Cristina Lipanje, che ascolta con attenzione le voci di una possibile riconversione alberghiera della vecchia sede Ras in piazza della Repubblica, ma esperime una sua valutazione imprenditoriale decisamente prudente. «Non so se esista una clientela di alto profilo - commenta - interessata a scendere a Trieste in hotel con determinate caratteristiche qualitative. Penso che, per ospitare un certo tipo di clientela, sia necessaria una città che sia complessivamente attraente, ovvero che abbia shopping e attività culturali tali da invogliare la visita nella nostra città. Qualche passo in avanti è stato compiuto, ma la strada della qualità è ancora molto lunga». Anche perchè l’andamento turistico, secondo la presidente di Federalberghi, rispecchia più o meno quello dello scorso anno: «Non vorrei che un eccesso di entusiasmo causasse la corsa a creare case-vacanze, b&b o altro, che alla fine non aumentano l’effettivo volume dei turisti in arrivo, ma rischiano di togliere spazio commerciale alle imprese alberghiere, costrette a operare con margini sempre più risicati».

Il palazzo dei Berlam ospitò il quartier generale della Ras fino al secondo dopoguerra. Negli anni ’60 il controllo passò alle famiglie Pesenti (Italcementi) e Ravano (armatori). Nel 1984 la svolta decisiva quando Giampiero Pesenti, per alleggerire la situazione debitoria delle società di famiglia, cedette la partecipazione al gruppo Allianz, che, nel giro di un ventennio, portò a compimento il controllo di un marchio creato nel maggio 1838.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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