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Trieste, amianto parcheggiato nel rione di Campanelle

La protesta degli inquilini Ater di via dell’Acqua, costretti a convivere con decine di sacchi bianchi contenenti rifiuti speciali proprio davanti a casa

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Le case di via dell'Acqua e, parcheggiati lì davanti, i sacchi pieni di rifiuti speciali, tra cui amianto (Lasorte) 

TRIESTE Decine e decine di sacchi bianchi contenenti rifiuti speciali. Amianto compreso. Posizionati uno accanto all’altro. È il panorama non proprio rassicurante con il quale sono costretti a convivere da alcune settimane i residenti delle case Ater di via Cesare dell’Acqua nel rione di Campanelle.

I sacchi sono temporaneamente sistemati (in attesa di essere smaltiti) sul terreno dove è destinato a sorgere un altro complesso di palazzine Ater (48 in tutto) che saranno realizzati in legno ed i cui lavori scatteranno all’inizio del prossimo anno. Prima però si è resa necessaria un’operazione di bonifica in loco, o più precisamente un intervento di rimozione di rifiuti, anche pericolosi, tra cui lo stesso amianto, che sono stati rinvenuti nell’area dove adesso sono all’opera gli operai di una ditta specializzata. Ci troviamo a poca distanza dal campo di calcio di Campanelle, dove nel periodo estivo va in scena la tradizionale Sagra della Sardella, e a due passi dalla pista ciclabile.

Ma soprattutto a non più di una quarantina di metri in linea d’aria dalle abitazioni dei residenti di via Dell’Acqua, i cui balconi, finestre e mini giardini adesso godono, loro malgrado, di una vista decisamente poco gradita. «È una situazione che non viviamo certo con serenità - afferma Guido, la cui madre abita al primo piano degli alloggi Ater -. Conosco purtroppo da vicino queste problematiche in quanto ho perso mio padre a causa di un mesotelioma pleurico e dunque non posso che essere fortemente preoccupato». Pensieri condivisi da Renata: «Siamo preoccupati per le polveri che si sollevano e che siamo costretti a respirare. Abbiamo chiesto spiegazioni agli operai che lavorano ogni giorno con tute di protezione e mascherine, ma finora abbiamo sempre ricevuto risposte vaghe».

Cristina pensa ai propri figli: «Quando si alza il vento arrivano le polveri e non sappiamo davvero cosa stiamo respirando. Nessuno ci ha detto nulla e non sappiamo cosa fare e come difenderci. È evidente che le maggiori preoccupazioni sono per i nostri figli e per i bambini che vivono qui». A farsi portavoce delle ansie dei residenti, il consigliere comunale Pdl Lorenzo Giorgi che ha già allertato sindaco e uffici della Polizia edilizia del Comune. «Al di là del fatto che con queste costruzioni si va a perdere l’unico polmone verde di Campanelle - rileva Giorgi -, il problema vero è che ci troviamo di fronte ad un terreno inquinato che necessita di una operazione di bonifica che sta sollevando le preoccupazioni dei residenti e sulla quale vanno forniti tutti i chiarimenti del caso». E le prime risposte arrivano dai tecnici Ater che seguono l’intervento che si prolungherà per circa quattro mesi: «Tutta l’operazione viene costantemente monitorata dagli organi di vigilanza competenti ed è assolutamente sotto controllo. L’amianto è compatto e non friabile: dunque non ci sono situazioni di pericolo per i cittadini e per i residenti che abitano a poca distanza».

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