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Tagli a prof e ausiliari, Regione Fvg in campo

I sindacati: «Mancano 73 Ata e decine di docenti. Anno scolastico a rischio». La presidente Debora Serracchiani: «Farò verifiche immediate»

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Ragazzi a scuola 

TRIESTE. È questione di poche settimane perché le classi riaprano le porte, e c’è il rischio che il nuovo anno scolastico inizi con lacune nel personale. È la preoccupazione forte che le sigle sindacali hanno presentato ieri durante un incontro con la presidente della Regione Debora Serracchiani: al momento mancano una settantina di posti tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) e si parla di decine di insegnanti in meno rispetto al fabbisogno delle scuole. «Sono numeri molto rilevanti, anche perché il numero di studenti non cala» rilevano i sindacati. Serracchiani ha promesso di farsi carico delle istanze delle sigle: «Prendo atto di quanto mi avete riportato. Già domani (oggi, ndr) approfondirò la questione con il dirigente scolastico Pietro Biasiol prima di interessare direttamente il sottosegretario Davide Faraone».

I numeri degli Ata Sono 73 i lavoratori Ata decurtati dall’organico scolastico regionale. Nella lettera con cui chiedevano l’incontro, i sindacati hanno spiegato come si è arrivati al quadro odierno: «Il taglio operato a livello regionale per il prossimo anno scolastico è pari a 37 posti (20 assistenti amministrativi, 17 collaboratori scolastici)». Ai 37 si aggiungono altri 36 dipendenti che l’anno passato il ministero concesse in deroga alla Regione e che, per il momento, non pare vengano rinnovati. Le conseguenze sono preoccupanti: «Il taglio avrà una ricaduta pesantissima sulla funzionalità del servizio, sulla sorveglianza, sulla sicurezza dei locali e sull’igiene delle scuole, nonché sulla funzionalità complessiva dei servizi», scrivono i sindacati.

I sindacati in pressing Aggiunge Adriano Zonta di Flc Cgil: «Chiediamo che questi posti vengano mantenuti e che venga posto un freno anche all’emorragia degli assistenti di laboratorio, tagliati sempre più di anno in anno. Da loro dipende la sicurezza di laboratori chimici, di cucina o meccanici». Dice Donato Lamorte di Cisl Scuola: «Bisogna integrare gli organici per garantire un funzionamento anche solo normale del sistema, dalla continuità didattica al sostegno ai portatori di handicap». Ugo Previti della Uil Scuola fa notare che «il collaboratore scolastico non è solo quello che pulisce le aule, è anche quello che dà supporto ai ragazzi con disabilità. Su 150mila ragazzi in regione abbiamo 3.200 diversamente abili. Il numero più elevato del Paese». Giovanni Zanuttini di Snals Confsal è ottimista: «La presidente si è assunta degli impegni e questo è un dato positivo. 73 posti in meno sono veramente tanti. Ora aspettiamo di vedere i risultati». Massimo Vascotto di Gilda Unams precisa: «Il problema è stato presentato anche al prefetto con una lettera firmata da tutte le sigle, poiché le precedenti promesse del ministero di ripristinare la situazione non erano state mantenute».

La carenza di prof L’altro grande tema sono gli insegnanti. Al di là dei problemi posti dalla stabilizzazione dei precari prevista dalla “Buona scuola” di Matteo Renzi, che secondo le sigle «genererà grande confusione in regione», c’è anche una questione di tagli analoga a quella degli Ata. Cgil e Cisl hanno scritto un’altra lettera al prefetto illustrando la vicenda: «Nei giorni scorsi l’Ufficio scolastico regionale ha dato l’informazione alle organizzazioni sindacali sul riparto di 55 posti assegnati dal ministero alla nostra regione per l’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto. Nel ricevere l’informazione, le nostre organizzazioni hanno evidenziato all’amministrazione che comunque i posti assegnati non coprono il taglio di 72 posti complessivi». A questo si aggiunge un rebus: «L’ufficio scolastico regionale aveva chiesto 89 posti - dice Zonta -. Il che ci lascia pensare che lo iato tra il taglio e le necessità sia ancora maggiore». Un interrogativo che i sindacalisti hanno presentato alla presidente e che verrà verificato, probabilmente già oggi, con il dirigente dell’ufficio scolastico.

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