Comune e Fincantieri, pace giudiziaria

Patto di non belligeranza siglato nell’accordo di rinuncia alla costituzione di parte civile nel processo per le morti di amianto

Pace giudiziaria tra Comune di Monfalcone e Fincantieri. È uno dei punti fermi dell’accordo siglato tra le parti e che prevede la revoca di costituzione di parte civile del Comune nel processo amianto in corso.

Le pupille dilatate del giudice Nicola Russo sono il commento più emblematico alla clamorosa decisione annunciata dal sindaco Altran, alla vigilia della sentenza del processo per la morte di 44 ex cantierini. Non credeva ai suoi occhi Russo quando, ieri in apertura della 34.esima udienza, si è visto notificare la rinuncia dall’ormai ex avvocato del Comune, Roberto Maniacco. Il quale ora pretende quanto gli spetta e non è da escludere che la parcella scaturisca dai 140mila euro indicati nell’accordo. Il Comune che più di tutti piange le vittime dell’amianto si sfila dal processo. Amareggiato Maniacco, che molto ha lavorato per questa causa, sorprese e quasi divertite le difese che tuttavia nelle arringhe finali non hanno fatto riferimento alla vicenda. L’accordo con Fincantieri è stato deliberato dalla giunta comunale nella seduta di lunedì scorso alle 15. Erano assenti gli assessori Benes, Gon e Schiavo. Hanno votato a favore Altran, Greco e Martinelli. Si è astenuta Morsolin. Le motivazioni sono note: creare un fondo per sostenere la ricerca nelle cure del mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate.

L’accordo “transattivo” con Fincantieri è articolato in sei articoli. Articolo 1: Fincantieri versa al Comune l’importo forfettariamente quantificato in Euro 140.000. Fincantieri si impegna ad effettuare il versamento sopra citato entro 30 giorni dalla sottoscrizione del presente accordo. Si fa riferimento alle sei voci di premesse in cui, sostanzialmente, le parti si impegnano a non pestarsi i piedi in sede giudiziaria di qui all’eternità come conferma l’articolo 6: Il Comune si impegna, inoltre, con il presente atto transattivo, a rinunciare alla costituzione di parte civile, in qualunque procedimento penale che dovesse essere promosso in futuro per fatti connessi all’impiego dell’amianto anteriormente alla sottoscrizione del presente atto nelle attività dello stabilimento di Monfalcone. Il congiuntivo è fuori luogo perché il processo amianto ter è già realtà: comincerà il 12 gennaio 2016. Il sindaco Altran precisa che «non c'è stato nessun assist alla difesa di Fincantieri, per il semplice fatto che trovare un accordo di transazione non significa riconoscere che una o l'altra parte abbia ragione. Quello che a noi interessa è utilizzare al più presto dei fondi per avviare una rete che si occupi della ricerca e della cura sulle malattie correlate all’amianto. Di ciò ho avuto modo di parlare anche con il ministro della sanità Lorenzin, sensibilizzandola sul tema e sulla necessità che si intervenga sulla ricerca. Auspico che alle famiglie sia data giustizia e il giusto indennizzo».

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