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Trieste, rissa in pieno giorno in via Foscolo, passanti impauriti

Si sono affrontati davanti ai passanti una decina di giovani. Il video su Facebook

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Il fermo immagine della rissa in via Foscolo (dal profilo facebook Trieste United Security) 

TRIESTE. Pugni, calci, testate. Una maxirissa in pieno giorno in via Foscolo, vicino a piazza Garibaldi nei pressi di un bar della Balkantown triestina. La rissa - come testimoniano le immagini messe in rete sul sito della Trieste United Security è scoppiata venerdì mattina, in pieno giorno. È successo davanti agli occhi dei passanti. Alcuni si sono prudentemente tenuti alla larga.

Altri sono rimasti a osservare increduli quello che stava succedendo. Coinvolte nella scazzottata una decina di persone. Si vedono chiaramente mentre si stanno picchiando e strattonando. Uno indossa una maglietta rossa, un altro particolarmente violento una di colore bianco. A dare il via alla rissa sarebbe stato un giovane alto con una maglietta scura, forse nera. Lo si vede arrivare a passo veloce e poi mentre affronta a pugni e strattoni uno con la maglietta bianca e il cappellino.

Trieste, rissa in pieno giorno in via Foscolo

A questo punto intervengono nella lite anche altri giovani. È un crescendo di violenza che avviene sotto gli occhi degli automobilisti in fila al semaforo. Una passante indica quello che sta succedendo. Tutto dura alcuni minuti. Ma non si è saputo se qualcuno dei passanti abbia telefonato alla polizia per chiedere l’intervento di una volante. La situazione si è tranquillizzata dopo una decina di minuti quando i due gruppi che si sono affrontati si sono divisi. Andando ognuno nella direzione opposta.

«Stiamo facendo accertamenti per verificare cosa sia effettivamente successo», dicono in Questura. A segnalare l’episodio, come detto, un anonimo volontario di Trieste United Security, un’organizzazione no-profit che da qualche settimana sorveglia capillarmente il territorio cittadino. Il rruppo, attivo con una frequentata pagina su Facebook, è ormai ben radicato nei diversi rioni. Le “denunce” dei cittadini sulla pagina Facebook del gruppo arrivano come messaggi privati se si vuole mantenere l’anonimato o direttamente sul profilo dell'organizzazione. Segue un controllo sul campo con appostamenti, verifiche, raccolta di informazioni. Se il gruppo di volontari riscontra qualcosa che non va, avverte la Questura.

«Non ci sostituiamo alla polizia, non vogliamo tra noi dei "Rambo" o degli esaltati, ma solo delle persone che intendono collaborare pacificamente al monitoraggio del territorio. - ha dichiarato recentemente un responsabile -. Siamo apartitici e apolitici e tra i nostri volontari vorremmo avere persone di comunità diverse proprio per garantire a tutti maggior sicurezza». E ha aggiunto: «Le nostre segnalazioni sono pervenute in tanti casi alla Questura. Sappiamo che le forze di polizia monitorando la nostra pagina e ci va benissimo».

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