L’Ater supera la crisi e assume

Ma i sindacati sono perplessi davanti a questo cambio di rotta: «Manca una seria programmazione»

Dal bilancio in rosso alla tranquillità, dagli esuberi alle assunzioni. È un cambio di rotta repentino e positivo, quello segnato dall'Ater di Gorizia. Un cambiamento che però, attaccano i sindacati, denuncia l'assoluta incoerenza e mancanza di programmazione dell'attuale direzione. «Più volte abbiamo criticato le scelte dell'attuale direttore dell'Ater di Gorizia Degano (che guida anche l'Ater di Udine, e, a “scavalco”, quella isontina ndr) – dicono Luca Manià della Fp Cgil, Massimo Bevilacqua della Fp Cisl, Michele Lampe della Fpl Uil e Fulvio Fantini della Consal -, che al suo arrivo un anno fa circa ha subito parlato di crisi nera, bilanci fallimentari e persino di una ventina di esuberi, sui 61 dipendenti attualmente a Gorizia. Tutte cose che abbiamo sempre confutato basandoci su dati di fatto, che parlano invece di un'Ater in salute come è sempre stata a Gorizia. Nei giorni scorsi, poi, lo stesso direttore ci descrive un quadro completamente diverso: niente più problemi di bilancio e addirittura necessità di assumere quattro o cinque nuovi dipendenti, di cui uno o due immediatamente attingendo alle graduatorie esistenti». Non solo. Ai sindacati sarebbe stata anche comunicata la possibilità di sfruttare lo strumento dei voucher per mantenere in servizio, almeno temporaneamente, un paio di dipendenti da poco andati in pensione, nei settori della segreteria e dei rapporti con l'utenza. «Tutto questo ci sembra paradossale – sottolinea Manià -, e parla di una assoluta mancanza di programmazione, di un procedere a casaccio. Ora pare evidente che avevamo ragione noi, nei mesi scorsi, a dire che non c'erano i presupposti per tagli al personale e per chiedere sacrifici ai dipendenti. Ma più in generale ci sembra che in un momento delicato come questo, in cui si sta ragionando sulla riforma regionale delle Ater, manchi una visione chiara a Gorizia, come dimostrano anche i 5 direttori cambiati nel giro di 3 anni». I sindacati chiedono anche, a questo punto, di rivedere il blocco degli accordi decentrati che erano parte integrante dei contratti, con l'azzeramento (o quasi) degli incentivi negli ultimi anni e l'istituzione di un regolamento interno non condiviso. Tutti elementi che hanno creato grande malcontento tra i dipendenti. «Degano ha tenuto un comportamento diverso a Udine, dove non sono stati bloccati gli accordi decentrati, penalizzando solo l'Ater di Gorizia», dice Fulvio Fantini, della Consal. (m.b.)

Video del giorno

Trieste, la protesta del "caffè contro il Green Pass" in piazza Unità

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi