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Croazia verso il voto, l’Sdp tallona il centrodestra

Sondaggio di N1: i progressisti riducono le distanze, l’Hdz in testa ma non ha il numero di seggi per governare

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Il Parlamento di Zagabria 

ZAGABRIA. Se si votasse oggi, come si comporrebbe il Parlamento croato? A qualche giorno dall’inizio della pausa estiva che interromperà ogni attività legislativa, e a pochi mesi dalle elezioni politiche che si terranno alla fine dell’anno, la stampa croata prova a rispondere a questa domanda.

La televisione regionale N1, partner della Cnn nei Balcani, ha condotto nel corso degli ultimi due mesi e mezzo un sondaggio settimanale (realizzato dall’agenzia “2x1 Komunicacija”) su un campione di più di 1.400 cittadini. Il risultato, pubblicato ieri, tiene in considerazione l’opinione di oltre 14mila intervistati e dà un quadro abbastanza chiaro dei rapporti di forza che si registrano al momento tra i diversi partiti del Paese.

In generale, l’Unione democratica croata (Hdz) di Tomislav Karamarko vince in quasi tutte e dieci le circoscrizioni, fallendo soltanto in due e ottenendo di fatto un pareggio a Zagabria. Nella prima circoscrizione, quella che comprende appunto la capitale e nella quale vive un quarto degli abitanti dell’intera Croazia, l’opposizione di destra guidata dall’Hdz strappa dunque il primo posto. Il Partito conservatore, che nel gennaio scorso è riuscito a imporre il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica, l’attuale Capo di Stato Kolinda Grabar-Kitarovic, risulta infatti in testa con quasi il 33% delle intenzioni di voto.

La coalizione progressista Kukuriku, che ruota attorno al Partito socialdemocratico (Sdp) del primo ministro Zoran Milanovic, nel sondaggio viene scavalcata, ma di pochissimo: l’Sdp ottiene infatti il 32% delle preferenze. Seguono, ma a grande distanza, gli attivisti di Zivi Zid (il “Muro umano”) che convincono un magro 6% degli elettori della capitale. Alle ultime elezioni presidenziali questa formazione anti-banche e anti-sfratti aveva stupito tutti gli osservatori, proponendo un candidato capo di Stato ventiquattrenne (lo studente Ivan Vilibor Sincic) e incassando circa il 17% dei voti.

Ultimo partito a superare la soglia del 5%, i Verdi di Mirela Holy (Orah) che realizzano un 5,33%, ben lontano dal sorprendente 10% ottenuto alle elezioni europee del 2014.

Il sondaggio della Tv N1 conferma dunque il vantaggio di cui gode l’opposizione conservatrice, ma ne riduce l’importanza. Se l’Hdz vince effettivamente in sette delle dieci circoscrizioni elettorali che compongono il Paese, il numero di seggi a sua disposizione nell’ipotetico nuovo Sabor, il Parlamento di Zagabria, non supera quota 68, mentre la maggioranza necessaria a governare è di 76 deputati su 151. I socialdemocratici, vincitori soltanto in Istria e nella contea settentrionale di Varazdin, potrebbero comunque contare su 56 rappresentanti. «Né l’Hdz, né l’Sdp avranno la maggioranza senza una coalizione», riassume il quotidiano Vecernji List.

Se lo scenario previsto dal sondaggio N1 dovesse essere confermato dalle urne nel voto previsto a fine anno, quindi, i partiti minori come Zivi Zid (otto deputati), il partito della Slavonia Hdssb (quattro) e persino le formazioni rappresentanti le minoranze nazionali (otto) potrebbero influenzare l’esito delle elezioni.

Ma molto dipenderà dai protagonisti che i due principali partiti decideranno di mandare sotto i riflettori. Secondo un altro sondaggio, diffuso questa volta dalla trasmissione “Veto”, Zoran Milanovic candidato premier dell’Sdp, figura tra i componenti meno amati della squadra di governo. Il ministro delle Finanze Boris Lalovac o quello del turismo Darko Lorencin sono invece i beniamini dagli elettori. Un’informazione, questa, che i socialdemocratici terranno sicuramente in considerazione se vogliono riuscire nella rimonta elettorale.

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