Trieste, cresce il gruppo dei volontari anticrimine

Si chiama Trieste United Security, è presieduto da un’americana, vanta 4.643 “collaboratori” su Fb

C’è chi invoca le ronde dopo il pestaggio fuori dall’Ausonia. Ma c’è chi, già da mesi, prendendo a modello gli States, monitora il territorio e segnala i casi a rischio alle forze dell’ordine. Cinquanta volontari supportati da 4.643 collaboratori attivi su Facebook, dallo scorso dicembre, danno vita a un’organizzazione no-profit che sorveglia capillarmente il territorio cittadino.

L’organizzazione che si chiama Trieste United Security e nasce come costola della Trieste United Ingo Inc che, con un profilo non governativo e internazionale, ha sede nelle Hawaii ed è guidata da Michelle Laura Kling. «Forte dell’esperienza sperimentata negli Stati Uniti - racconta la presidente - ho voluto trasferire a Trieste questo progetto che mette i cittadini in prima fila nella sorveglianza del proprio territorio allo scopo di renderlo più sicuro a garanzia della serenità di tutti».

Il gruppo, attivo con una frequentata pagina su Facebook, è ormai ben radicato nei diversi quartieri cittadini: «Abbiamo un’organizzazione piramidale. In ogni rione abbiamo un referente che a sua volta si serve della collaborazione di diversi volontari che segnalano anomalie, furti, veicoli sospetti, persone violente o moleste».

Le “denunce” dei cittadini sulla pagina Facebook del gruppo arrivano come messaggi privati se si vuole mantenere l’anonimato o direttamente sul profilo dell’organizzazione. Segue un controllo sul campo con appostamenti, verifiche, raccolta di informazioni. Se il gruppo di volontari riscontra qualcosa che non va, avverte la Questura.

«Non ci sostituiamo alla polizia, non vogliamo tra noi dei “Rambo” o degli esaltati, ma solo delle persone che intendono collaborare pacificamente al monitoraggio del territorio. Siamo apartitici e apolitici e tra i nostri volontari vorremmo avere persone di comunità diverse proprio per garantire a tutti maggior sicurezza» spiegano gli organizzatori. Subito dopo aggiungono: «Le nostre segnalazioni sono pervenute in tanti casi alla Questura. Sappiamo che le forze di polizia monitorano la nostra pagina e ci va benissimo».

Nei mesi scorsi qualcuno si è già rivolto all’organizzazione per avere una tutela: «Durante la scorsa esposizione di “Viale in Fiore” siamo stati contattati da alcuni espositori che, memori dei furti subiti in passato, ci hanno chiesto di vigilare e di dissuadere i malintenzionati: la nostra presenza è servita».

Di recente il gruppo ha istituito anche un servizio, sempre su base volontaria e non retribuita, di sorveglianza notturna: «In otto o nove persone, invece di andare a bere una birra, facciamo un giro nelle zone più a rischio o oggetto di segnalazione. La nostra silenziosa presenza, magari anonima, serve già da deterrente». I volontari, e ci tengono a ribadirlo, non intervengono mai direttamente: «Ma insieme è più facile affrontare il problema della criminalità. Non è solo una questione di leggi più severe, il supporto di tutti i cittadini è fondamentale. Bisogna dire basta all’indifferenza e all’omertà».

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