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«La Ferriera di Trieste cambierà con 120 milioni» FOTO

È il volume di investimenti annunciato da Andrea Landini, presidente e amministratore delegato di Siderurgica Triestina. Il sopralluogo nell'enorme area dell'impianto di Servola, dove giacciono anche i 257 container giunti da Baltimora che contengono il nuovo laminatoio

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TRIESTE. «I tre pilastri sui quali poggia il nuovo stabilimento siderurgico di Servola che non è più solo una Ferriera, sono la reindustrializzazione, la messa in sicurezza dei suoli e il risanamento degli impianti. Per fare tutto questo soltanto nel 2015 spenderemo 120 milioni di euro, ma comunque sul fronte ambientale porteremo avanti tutti gli impegni che verranno ritenuti indispensabili, anche in aggiunta a quelli già programmati, in sede di concessione dell’Aia che contiamo di ottenere entro settembre». Andrea Landini, ligure di 42 anni, è il nuovo presidente e amministratore delegato di Siderurgica Triestina, società che intende acquisire forte autonomia dal Gruppo Arvedi, nel cui ambito è nata. Landini guida la propria automobile all’interno del comprensorio per far comprendere, pur in una giornata in cui il reparto a caldo è momentaneamente fermo per manutenzione, come le condizioni di lavoro, il panorama, la situazione ambientale stiano, seppur non fulmineamente, mutando. «Il nuovo laminatoio, fulcro del progetto di reindustrializzazione è ancora tutto sparso qui dentro», spiega mostrando una distesa quasi sterminata di container.

Per l’esattezza sono 257 e all’interno sono contenuti moduli, macchinari e attrezzature del nuovo reparto. Sono arrivati con due spedizioni navali nei mesi scorsi da Baltimora. Del primo dei tre nuovi capannoni che saranno costruiti è stato innalzato un solo pilastro, ma per prova, gli altri giacciono ancora distesi a terra anche se le fondazioni sono già state realizzate. «Siamo pronti ad alzare i pilastri - spiega Landini - ma non possiamo ancora farlo perché la Regione non ha emesso il parere di conformità urbanistica. Scontiamo un mese di ritardo sul cronoprogramma». I nuovi capannoni saranno addirittura tre, dovranno venire su uno dopo l’altro e andranno ad affiancarsi agli altri due da tempo inutilizzati e in passato sede dell’ex acciaieria.

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Le strade interne, fino a qualche mese fa sterrati percorsi da liquami putridi, sono asfaltate. I parchi minerali sono stati circondati da muri perimetrali, si è intervenuti per il risanamento del retrobanchina e l’azienda afferma che sta anche monitorando le acque di falda. Per la messa in sicurezza dei suoli Siderurgica Triestina ha tempo fino al 20 maggio 2017, ma sono già stati fatti i pozzi per la raccolta delle acque meteoriche. «Al Tavolo per l’Autorizzazione integrata ambientale - aggiunge il presidente - si valuterà se sarà utile procedere anche alla copertura dei cumuli».

Davanti alla cokeria, lo sguardo che si alza incontra già decine di moduli dal colore aranciato del nuovo impianto di aspirazione che sono già stati posizionati sopra le batterie, alcuni altri giacciono a terra per essere collocati a breve.

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«È un impianto particolarmente innovativo - specifica Landini - che per la prima volta al mondo sarà utilizzato proprio a Trieste. Contiamo di metterlo in funzione prima della fine dell’anno e di stare ampiamente entro le nuove più restrittive soglie che saranno in vigore dal 2016. Solo per questo impianto abbiamo speso alcuni milioni di euro perché siamo certi della sua efficacia. Già adesso le emissioni dai nostri camini rispettano i limiti ambientali. Quanto a quella di via San Lorenzo in Selva è un misuratore di performance dello stabilimento, ma comunque i nostri tecnici congiuntamente a quelli dell’Arpa hanno aperto uno specifico Tavolo tecnico nell’ambito del procedimento dell’Aia e ne stanno valutando i responsi in particolare per valutare se vi è una correlazione specifica con il numero degli sfornamenti in cokeria che comunque abbiamo ridotto. Siamo già intervenuti anche per il rifacimento dei presidi di aspirazione sul foro di colata dell’altoforno e siamo pronti a intervenire se sarà il caso anche, in aggiunta, sul piano di colata».

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