Investita e uccisa dopo la laurea: una condanna

BAGNARIA ARSA. Stava festeggiando la sua laurea triennale in Lettere Lucia Ferigutti di Castions delle Mura quando un’auto l’ha travolta e uccisa. Era il 28 novembre e la sua vita si è fermata a 22...

BAGNARIA ARSA. Stava festeggiando la sua laurea triennale in Lettere Lucia Ferigutti di Castions delle Mura quando un’auto l’ha travolta e uccisa. Era il 28 novembre e la sua vita si è fermata a 22 anni sulla strada regionale fra Palmanova e Sevegliano. Una vicenda, quella della scomparsa di Lucia, che è approdata ieri in tribunale di Udine, dove Aurelio Lenarduzzi, 54 anni di Porpetto, conducente dell’auto che l’ha investita, è stato condannato a sei mesi di reclusione con sospensione condizionale, per l’accusa di omicidio colposo. Questa la sentenza pronunciata dal giudice per le udienze preliminari Matteo Carlisi cui il pubblico ministero Claudia Danelon aveva chiesto una condanna a un anno di reclusione. Presenti all’udienza i familiari di Lucia, assistiti dall’avvocato Fabio Luongo in sostituzione dell’avvocato Diego Modesti.

«Siamo soddisfatti – ha commentato l’avvocato Luongo – non abbiamo fatto alcuna guerra, volevamo solo che venisse accertata la verità e che fosse disposta una pena equa». Ma non era alla pena che erano interessati i genitori «noi – ha ammesso il padre di Lucia – volevamo solo che venissero accertate le responsabilità». Quel giovedì sera Lucia era in auto con il fratello Carlo. Erano le 20.30 quando la giovane ha aperto la portiera e, mentre stava attraversando la strada, è sopraggiunta una Mercedes che l’ha investita. Le condizioni di Lucia sono subito apparse gravissime. La ragazza è stata portata d'urgenza in ospedale a Udine, dove ha lottato con forza nel reparto di terapia intensiva. È morta donando gli organi.

Per il conducente dell’auto è scattata l’accusa di omicidio colposo. È stato accusato di aver circolato su una strada ordinaria in centro abitato priva di efficace illuminazione a una velocità superiore al limite di 50 chilometri orario, omettendo di viaggiare in prossimità del margine destro della carreggiata e investendo così la ragazza che stava attraversando la strada di corsa. A difendere Lenarduzzi gli avvocati Giuseppe Salvastorelli e Irene Lenarduzzi. «Attendiamo le motivazioni – hanno commentato i legali preannunciando l’intenzione di impugnare la sentenza –, avevamo chiesto l’assoluzione perché mancavano gli elementi per una condanna, non sussisteva alcuna certezza sull’ipotesi di una condotta non rispettosa del codice della strada da parte di Lenarduzzi, tant’è che non gli è stata elevata alcuna contravvenzione. Si è trattato di una tragica fatalità».

Alessandra Ceschia

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