Regione, doppio bonus missioni nel mirino M5S

Il gruppo consiliare regionale del Movimento 5 stelle

Parte la corsa agli emendamenti alla manovra estiva. Offensiva dei grillini contro i costi della politica

TRIESTE. Un anno fa si sono visti bocciare la richiesta di riduzione dello stipendio degli eletti, ma ora ci riprovano. I grillini, all’ennesimo assalto anti-Casta, provano stavolta a incenerire il bonus missioni, riconosciuto anche in presenza del rimborso spese mensile a favore dei consiglieri regionali. Un doppio introito, in sostanza, che il M5S vuole dimezzare approfittando delle prossime sedute d’aula sull’assestamento di bilancio.

La corsa agli emendamenti Il centrodestra è impegnato a mettere in fila gli emendamenti da infilare nella manovra estiva (il termine ultimo per la presentazione è lunedì alle 12). Forza Italia, visto il “tesoretto” da 287 milioni, pensa a ridurre la pressione fiscale, a rilanciare l’edilizia, a ridisegnare i confini delle Aziende sanitarie, al porto di Trieste. Il Nuovo centrodestra, dopo avere ispirato il pressing per la revisione del patto Serracchiani-Padoan, si muove d’intesa con gli azzurri e con Autonomia responsabile anche su trasferimenti alle Uti, politiche attive del lavoro e smaltimento dell’amianto. Dai grillini, invece, arriva ancora una volta una sollecitazione al contenimento dei costi della politica.

Missioni e rimborsi Perché quando un consigliere va in missione gli viene riconosciuta, oltre al rimborso per quell’impegno, anche la quota forfettaria che, dopo la revisione delle paghe nell’estate 2013, viaggia tra i 2.500 e i 3.500 euro netti al mese a seconda della residenza? Muovendo da questo interrogativo, il M5S sta definendo il testo di un emendamento che vuole eliminare il doppio bonus: se vai in missione, e ti fai rimborsare vitto e alloggio, dovrai rinunciare alla quota giornaliera di rimborso per le spese di esercizio.

«Ci pare un’iniziativa di buon senso – commenta il capogruppo Andrea Ussai –, dato che è incomprensibile il privilegio di incassare un doppio beneficio, quello della missione e quello del forfettario, nel momento in cui si è assenti da una seduta di commissione o d’aula». Nell’emendamento pentastellato si chiederà dunque di introdurre una norma secondo la quale l’eletto dovrà optare o per il recupero dei denari spesi in missione o per la quota giornaliera che vale mensilmente 2.500 euro per i residenti nelle circoscrizioni di Trieste e Gorizia e 3.500 per quelli di Udine, Tolmezzo e Pordenone.

Le indennità Nell’assestamento del luglio 2014 i grillini (che si fanno bastare dall’inizio della legislatura 2.500 euro netti più qualche centinaio di euro di rimborsi, rendicontati) alzarono ancora di più il tiro, con la proposta di sforbiciare l’indennità dei colleghi di piazza Oberdan a 5mila euro (da 6.300) e di parificare i rimborsi a 2mila euro. «Ce l’hanno già bocciato due volte, non ci riproviamo. Ma crediamo che sul tema delle missioni ci possano dare ascolto» afferma Ussai.

Serracchiani-Padoan Fi-Ncd-Ar lavorano invece su altre questioni. A tirare le fila del nodo politico dei rapporti con Roma sono in particolare gli alfaniani (Paride Cargnelutti sarà tra l’altro il relatore unico del centrodestra) che con il capogruppo Alessandro Colautti hanno ispirato l’articolo “1 ante” che punta a convincere la maggioranza a rivedere il patto Regione-Stato perché altrimenti, è la preoccupazione degli ex pidiellini, «c’è la possibilità oggettiva che il governo prelevi risorse senza nemmeno passare per un’intesa con la Regione».

Il ricatto Uti Più in generale, osserva Colautti, «puntiamo su misure concrete che possano incidere in modo efficace e soprattutto in tempi brevi sull’economia reale, sul lavoro attraverso provvedimenti anticiclici e sulle competenze spettanti ai Comuni in riferimento alla nuova geografia determinata dalle Uti». A unire Fi e Ar dovrebbe dunque essere anche un emendamento contro una norma che il centrodestra definisce «canaglia». «In variazione – informa ancora Ncd – si prevede che i Comuni che non sottoscriveranno gli statuti delle Uti, oltre a essere commissariati, non si vedranno riconoscere i plus di fondi per i servizi ai cittadini. Ci opporremmo anche perché abbiamo non pochi dubbi sul piano della costituzionalità».

L’edilizia Il centrodestra unito presenterà poi emendamenti per l’attivazione dei processi anticiclici chiedendo in particolare che venga rifinanziata la norma sul riuso e ripristino dei beni immobili, visto anche l’interesse che ha destato tra i Comuni (190 amministrazioni hanno fatto domanda). L’intento è di supportare ora anche i piccoli immobili e gli interventi energetici. «A questa maggioranza – osserva il centrodestra – manca una visione per creare un volano economico, una sorta di Piano Marshall che possa finanziare l’edilizia, capace di movimentare tutta la filiera, con le conseguenti ricadute economiche per le casse della Regione in termini di compartecipazioni ai tributi».

Le Aziende sanitarie Riccardo Riccardi, capogruppo di Forza Italia, sottolinea a sua volta la necessità di supportare l’edilizia («Certo non basteranno i 3 milioni per il riuso del patrimonio stanziati dalla giunta») e, denunciato «l’errore di fondere aziende sanitarie della Bassa friulana con l’Isontino e di prevederne altre che vanno dalle risorgive del Varmo alle piste del Lussari», annuncia un tentativo di cambiare la geografia della riforma sanitaria. «Insisteremo anche per la riduzione delle tasse – fa sapere – e per erogare i contributi storici al porto di Trieste».

L’amiantoNcd aggiunge un’ultima iniziativa: «Riteniamo sia utile inserire una norma pilota, da affiancare a quella prevista a favore dei Comuni, che preveda interventi anche per cittadini e imprese per lo smaltimento dell’amianto. Si potrebbe iniziare con 1 milione».

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