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In Brasile ragni e serpenti salvano vite umane

La storia dell'Istituto Butantan, nato un secolo fa come centro di ricerca contro la peste e diventato punto di riferimento internazionale per la produzione di sieri e vaccini

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L'istituto Butantan 

Brasile, inizio del 1900. Un'epidemia di peste bubbonica colpisce il Paese. La città di San Paolo, allora non più di un centinaio di migliaia di abitanti, acquista una fattoria nella foresta tropicale, lontana dal centro città, e nel suo palazzo padronale stabilisce un centro di ricerca cui dà il compito di produrre un siero che protegga dalla malattia. Nasce così quello che diventerà l'Istituto Butantan, oggi il centro di riferimento di tutta l'America Latina per la produzione di sieri e vaccini.

Chi visita oggi l'Istituto ha davanti a sé un'immagine completamente diversa da quel tempo. I laboratori si estendono entro un perimetro vastissimo e sono costituiti da una serie di palazzine storiche, protette dalle Belle Arti, tra cui ci muove in automobile (elettrica, per rispettare l'ambiente). Non occorre più mezza giornata di carrozza a cavallo per raggiungerlo dalla città, perché questa ormai, con oltre 12 milioni di abitanti, si è estesa ad abbracciare interamente il suo polmone di foresta; una parte della fattoria originale ospita ora l'Università di San Paolo, la terza al mondo per numero di studenti (oltre 90mila).

All'Istituto, un grande serpentario all'aperto ospita serpenti del Sudamerica e del resto del mondo, le cui ghiandole vengono spremute per ottenere i veleni che, iniettati in oltre 800 cavalli, consentono la produzione di preziosi antisieri distribuiti in tutto il Sudamerica. Analoga sorte per le principali specie di ragni, lucertole e scorpioni, tutti mantenuti con cautela dentro appositi contenitori. Uno stabilimento di produzione industriale fornisce vaccini contro l'influenza, la rabbia, la difterite, la pertosse e altri agenti infettivi. Il Museo Biologico dell'Istituto mostra a oltre 300mila persone ogni anno più di 60 specie di serpenti della foresta brasiliana e di altre parti del mondo, dai cobra di Africa e India alle anaconde della foresta amazzonica, lunghe diversi metri. Un ospedale specializzato per trattare gli avvelenamenti da rettili, ragni e scorpioni è operativo 24 ore su 24.

Dirige l'Istituto Jorge Kalil, immunologo di fama internazionale, che lo ha trasformato in uno dei centri più avanzati per la sperimentazione. Il suo sogno? Quello di essere il primo al mondo a provare su quasi 18mila brasiliani un nuovo vaccino contro la dengue, una febbre virale che colpisce più di 400 milioni di individui nelle zone tropicali, senza risparmiare le grandi città come San Paolo e New Delhi. Il vaccino, basato su un virus ancora infettivo ma non più virulento, è stato sviluppato all'NIH, negli Stati Uniti, e poi perfezionato e migliorato al Butantan. Se funzionerà, sarà uno dei grandi successi della medicina.
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