Fincantieri: c’è la cassa in deroga. Ma solo per 580 dipendenti

Il blocco adi una settimana a Monfalcone conseguente al sequestro: un terzo degli addetti percepirà così il 70-80% della paga persa. Un migliaio di lavoratori diretti dovrà invece utilizzare i giorni di ferie e permessi residui. Nell’accordo con Stato e Regione rientra chi ha un contratto da almeno 12 mesi

MONFALCONE È arrivata la soluzione per i 1500 dipendenti della Fincantieri costretti a casa una settimana dopo il sequestro delle aeree di stoccaggio dei residui di lavorazione ordinato dal Tribunale di Gorizia (che ha applicato la sentenza di Cassazione) e che ha bloccato le attività di quasi 5mila addetti del cantiere di Monfalcone.

C’è dunque la cassintegrazione in deroga, la firma all’accordo tra sindacati e Regione è stata posta ieri mattina a Udine al termine di una riunione convocata dalla presidente Debora Serracchiani che ha invitato il sottosegretario al lavoro Teresa Bellanova. Hanno firmato, tutti “soddisfatti”, Fim, Fiom, Uilm, Ugl, (c’erano i segretari Gianpiero Turus, Thomas Casotto, Luca Furlan e Mauro Marcatti) le Rsu compatte, tranne il rappresentante Ugl.

Soprattutto perché, in premessa, la stessa presidente e il sottosegretario hanno spiegato che questo strumento “speciale” creato per le aziende più piccole è stato esteso anche alle grandi, Fincantieri è la prima, e soprattutto che «si accede alla cassa in deroga con l’impegno da parte del governo a non intaccare il plafond della Regione». Salvi dunque i fondi destinati alle piccole aziende se serviranno. Resta il grande punto di domanda dell’indotto: per ora sono coperti i 1500 dipendenti diretti sui 4-5mila al lavoro in cantiere, non si sa dunque se e quante delle 350 aziende dell’appalto si sono fatte avanti per chiedere gli ammortizzatori per i propri dipendenti. Una situazione che allarma non poco i sindacati che paventano un quadro diffuso di irregolarità contrattuale e contributiva nell’indotto.

Ma non si tratta dell’unica novità di un accordo che presenta molte sfacettature per non parlare di peculiarità. Una su tutte: l’accordo ieri mattina è stato firmato e riguarda circa 580 dipendenti sui 1400-1500. Come dire che soltanto questi lavoratori utilizzeranno la cassintegrazione in deroga con la paga al 70-80% per quella settimana di blocco dello stabilimento. E gli altri? Come è stato anticipato più volte ed evidenziato dai sindacati, si tratta probabilmente di persone che hanno un “tesoretto” arretrato (che risale al 2014) di ferie e permessi e che dovranno “spenderli” per i giorni di chiusura obbligata dal sequestro. Un quadro ben noto alle organizzazioni sindacali che hanno messo in evidenza che le regole della cassa in deroga sono precise: prima si utilizzano le ferie residue e poi, se non ci sono giorni disponibili si va in cassa.

Quello che non era ancora emerso era il numero di dipendenti con un grande monte ore ferie: sui circa 1400-1500 dipendenti 900 sono operai specializzati, 600 colletti bianchi. Ed è molto probabile, spiegano gli stessi sindacati, che la situazione con il gran numero di ferie arretrate, a parte le scelte personali di “risparmio ferie”, sia da ricondurre al tipo di produzione che prevede nel cantiere un gran numero di ore, in vista di vari e consegne. Momenti durante i quali la stessa Fincantieri probabilmente spinge per non utilizzare ferie.

E questo quadro, assolutamente particolare, con quasi i due terzi di persone che non utilizzeranno la cassa in deroga non è la sola particolarità. L’ammorizzatore sociale infatti potrà essere applicato solamente alle persone dipendenti che hanno un contratto da oltre 12 mesi. Una situazione, anche questa, ben chiara ai sindacati che hanno fatto immediatamente presente all’azienda che «bisognerà dare tutela a tutti i lavoratori, nessuno escluso».

Si chiude questo primo capitolo “mai visto” per la Fincantieri (la norma è stata cambiata, c’è ancora il processo che si deve svolgere però) che assieme all’Ilva traccia una nuova strada per situazioni di emergenze come queste che colpiscono i lavoratori. «Il governo ha ritenuto di dover intervenire rapidamente, con un’interpretazione autentica, dopo aver preso atto che c’era stato in precedenza, da parte del Parlamento, un recepimento non molto chiaro di una direttiva europea» ha spiegato Bellanova che poi ha aggiunto: «Di fronte a una situazione che aveva provocato lo stop della produzione è evidente che si veniva a creare per i lavoratori della Fincantieri un problema di vuoto. Dunque rispondendo a una richiesta fatta dalla presidente della Regione abbiamo valutato che, qualora fosse necessario, il governo aggiungerà delle risorse alla cassa integrazione in deroga per poter coprire quei lavoratori che non hanno potuto lavorare nei giorni di chiusura».

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