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Marco Cavallo conquista l’Expo

Milano: il simbolo della rivoluzione basagliana sfila sul Decumano per “nitrire” il messaggio dell’inclusione

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MILANO Un “cavalcata” di un chilometro lungo il Decumano, accompagnato da un folto corteo, e preceduto dalla banda di Rho, per approdare al padiglione Kip International School. Un arrivo quanto mai festoso, quello di Marco Cavallo, ieri pomeriggio all’Expo di Milano, dove il simbolo della rivoluzione basagliana rimarrà per quattro mesi, con l’obiettivo di aiutare la battaglia contro le istituzioni totalizzanti e “nitrire” al mondo - come recita lo slogan coniato per l’occasione - per dire che “nutrire” il pianeta (tema dell’Expo) non deve significare un incremento dell’esclusione.

Preceduto, come si diceva, dalla banda di Rho (comune dove sorge l’Expo), composta da 60 elementi, il corteo, che si è mosso dal Padiglione Italia, era aperto da Peppe Dell’Acqua, uno dei principali collaboratori di Basaglia, da Giuliano Scabia, scrittore, poeta e drammaturgo nonchè “costruttore” (nel lontano 1973) assieme al pittore e scultore Vittorio Basaglia del famoso cavallo azzurro, dall’assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti e dal capo di gabinetto della presidenza della Regione, Agostino Maio.

«Subito dopo lo scoprimento di Marco davanti al Padiglione Italia - ha dichiarato al telefono Dell’Acqua - c’è stata grande curiosità e meraviglia da parte dei tanti che non lo conoscevano, oltre che dei media». Il pubblico dell’Expo ha accolto dunque con entusiasmo Marco Cavallo, mostrando molto interesse per l’iniziativa e ponendo a Dell’Acqua numerosissime domande.

Al corteo ha partecipato anche Massimo Cirri, noto conduttore di Rai Radiodue, che sfoderando la ben nota verve non ha mancato di commentare così l’arrivo di Marco Cavallo: «Finalmente il Friuli Venezia Giulia si è accorto che la legge 180 è un suo “prodotto tipico” come il prosciutto di San Daniele o la gubana».

Le domande del pubblico non si sono certo esaurite lungo il Decumano, ma sono proseguire anche all’arrivo davanti al padiglione Kip International School, a fianco del giardino dell’Onu e del padiglione della Cina (paese che ha rapporti con la psichiatria “made in Trieste”), dove è stato collocato anche un “totem” con cartoline che riproducono opere su Marco Cavallo e una serie di scritti “flash” che raccontano la storia di Basaglia, della sua opera, della nascita di Marco e di come si innescò quel processo che ha cambiato la vita di migliaia di persone.

Al padiglione Kip Internationa School (organizzazione internazionale nata con l’appoggio dell’Onu) è avvenuta la “consegna” ufficiale di Marco Cavallo all’Expo, da parte dell’assessore Torrenti. «Questo cavallo - ha osservato l’esponente della Regione - è ormai un simbolo di libertà. Lo consegniamo con questo spirito che Trieste e Gorizia hanno esportato in tutto il modno e che tutti ormai ci copiano. Marco Cavallo è qui appunto per comunicarlo ai milioni di visitatori di tutto il pianeta».

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