Bulli e graffiti “scomparsi” dai Topolini di Trieste

A dieci giorni dalla mobilitazione guidata dal pugile e dall’operaio kosovaro regnano tranquillità e pulizia. Le famiglie e i frequenatatori abituali incrociano le dita: «Speriamo proprio che duri»

TRIESTE La mano di vernice che ha ripulito i muri dalle scritte sembra aver allontanato, almeno per ora, anche le intemperanze dei ragazzi che, a Barcola, avevano eletto lo spazio fra il nono e il decimo Topolino a proprio territorio, lasciandosi andare a danneggiamenti e atti di prevaricazione nei confronti di alcuni coetanei.

Sono passati dieci giorni dalla mobilitazione che aveva portato al decimo Topolino un centinaio di persone, armate di scope, di detergenti e di pennelli, per ripulire l’intero stabilimento balneare. Una chiamata alle armi, quella giunta dal boxeur Fabio Tuiach e dall’associazione Spiz, che in un primo momento sembrava aver assunto i contorni dello scontro etnico, del “noi contro loro”, dal momento che i vandalismi e i presunti atti di bullismo erano stati perpetrati da giovani ragazzi kosovari. Tutto invece era filato liscio e l’intera iniziativa era sfociata in una festa senza confini, alla quale avevano preso parte anche un discreto numero di persone kosovare.

Forse è presto per cantare vittoria, sta di fatto che gli ultimi due Topolini non sono più stati oggetto delle bombolette spray dei vandali. Evidentemente sono state fugate le tentazioni di rimettere simbolicamente la propria bandiera su quella zona. Lo stesso Gazmend Muqa, l’operaio kosovaro che per primo aveva messo mano al pennello per rimediare ai danni fatti dai propri connazionali, aveva garantito che un intervento educativo, portato forse con le maniere un po’ spicce, era stato garantito dagli stessi genitori dei ragazzi coinvolti.

«Di mattina c’è una tranquillità rara», conferma Fabio, arrivato al decimo Topolino in compagnia della moglie e dei due nipotini di 8 e 13 anni. In effetti nei paraggi si notano solo persone di una certa età e bambini piccoli. «Nessuno fa “ghetto” se non, forse, solo i miei nipoti» sorride il pensionato settantaseienne. La conferma di una ritrovata tranquillità arriva dall’assistente bagnante Jonathan: «Di pomeriggio si vedono anche dei ragazzi serbi e kosovari - spiega il giovane bagnino - ma non ho riscontrato ulteriori atti di bullismo. Tuttalpiù ho notato la musica alta e qualche pallonata fuori controllo».

Anche Myron, il titolare di nazionalità greca dell’ottavo Topolino, tende a minimizzare: «Ci sono state delle bravate - racconta - ma sono avvenute soprattutto di notte. Se le scritte sui muri sono comparse in via Diaz e in tutto il centro cittadino, figurarsi in questa zona che di notte non è frequentata». Ferruccio e Fulvio si augurano che questa tregua duri nel tempo: «Le forze di polizia passano continuamente», ammettono poco prima di scendere la scaletta e di tuffarsi in mare. Risultano in controtendenza le parole di una signora che vuole rimanere nell’anonimato: «Ho visto che è stata danneggiata di recente la finestra di uno spogliatoio del decimo Topolino – spiega - anche se devo ammettere che ultimamente non ho notato particolari baruffe fra i ragazzi».

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