Srebrenica, Mosca mette il veto alla risoluzione dell'Onu

Il palazzo di vetro dell'Onu a New York

Il testo proposto al Consiglio di Sicurezza riunito a New York parlava di "genocidio", vani gli sforzi diplomatici che avevano portato a rinviare per tre volte il voto

TRIESTE A nulla sono valsi i tentativi da parte di Regno Unito e Stati Uniti. Come aveva annunciato, la Russia ha posto il veto a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu di condanna del massacro avvenuto nel 1995 durante la guerra in Bosnia. Il testo parlava di "genocidio". Il documento ha ricevuto dieci voti a favore, quattro astenuti, tra cui Cina e Nigeria, e un voto contrario, quello appunto di Mosca che, avendo il potere di veto in Consiglio di Sicurezza, ha bloccato l'adozione della risoluzione. L'ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vitaly Churkin, ha motivato il voto negativo affermando che il testo è "non costruttivo, sbilanciato e con motivazioni politiche".

Durissima la replica dell'ambasciatrice americana all'Onu, Samantha Power, secondo cui il voto di Mosca equivale a negare il genocidio di migliaia di musulmani bosniaci da parte delle truppe serbo-bosniache. Power, che ha iniziato la sua carriera durante la guerra in Jugoslavia come giornalista prima di intraprendere la strada della diplomazia, ha affermato che "il veto russo ha un forte significato, ed è straziante per le famiglie delle vittime". La votazione è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì, dopo che martedì la seduta era stata posticipata per ben tre volte e poi rinviata appunto a oggi.

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