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Squinzi a Monfalcone: "Fincantieri, vicenda aberrante"

Il presidente nazionale di Confindustria in visita allo stabilimento: "Dovevo rendermi conto di persona di quanto accaduto"

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Giorgio Squinzi durante la visita allo stabilimento Fincantieri 

MONFALCONE. "Dovevo rendermi conto di persona di questa vicenda che ho trovato assolutamente aberrante, ma che mi sembra stia avviandosi verso una soluzione positiva". Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che questa mattina ha fatto vista allo stabilimento navalmeccanico di Fincantieri, in occasione della riapertura dopo essere rimasto chiuso per una settimana a causa del sequestro di alcune aree da parte della magistratura.

Secondo il numero uno di Viale dell'Astronomia "dobbiamo dare atto al Governo che è intervenuto con una rapidità assolutamente inconsueta. Purtroppo questa è l'Italia: la complicazione normativo-burocratica del Paese apre lo spazio a questo tipo di comportamenti". Tuttavia, ha aggiunto Squinzi, "vicende come quelle di Fincantieri sono un'espressione perversa di una cultura anti-impresa preoccupante che dura da 20-30 annì".

Squinzi ha anche sottolineato di avere visto stamani "uno stabilimento straordinario, di cui non avevo idea circa le dimensioni e le capacità tecnologiche. Un fiore all'occhiello del nostro sistema manifatturiero italiano". Quella della riapertura del cantiere è stata salutata da Squinzi come "una giornata felice per il nostro Paese, perché non si possono bloccare stabilimenti di questo tipo per degli inghippi di tipo burocratico".

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Il leader degli industriali ha anche visionato alcune delle aree già sottoposte a sequestro: "Non vorrei commentare - ha detto - perché sarei spiacevole. La questione non esiste. È il solito discorso della "manina" antiimpresa, in questo caso parlerei di "manona". Fermare uno stabilimento di queste dimensioni per delle procedure di tipo burocratico mi sembra assurdo. Un'azienda come questa, che ha lavoro assicurato fino al 2026, che si batte sui mercati mondiali ed è un'eccellenza, deve essere motivo di orgoglio per il Paese e dobbiamo far di tutto - ha concluso Squinzi - perché vada avanti senza intoppi di nessun tipo".

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