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Il Tar del Lazio “grazia” Di Finizio

Annullato il decreto che impediva al “professionista della protesta” di mettere piede a Roma per tre anni

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Di Finizio sul Cupolone 

TRIESTE Con le sue ripetute “incursioni” a San Pietro, si è guadagnato le attenzioni di tv e giornali di tutta Italia. E si è meritato il titolo di “indesiderato” nel territorio del Vaticano. Ora però Marcello Di Finizio, l’ex titolare della Voce della Luna a Barcola diventato con le sue esibizioni una specie di "professionista della protesta", si è preso una rivincita non da poco. I giudici del Tar del Lazio, infatti, hanno minimizzato la sua ultima “impresa”, non ravviasando a suo carico alcun illecito penale.

Il caso preso in esame è quello dell’occupazione nel 2012, durata un un giorno e mezzo, della cupola della basilica di San Pietro, sulla quale Di Finizio, come al solito, è salito di nascosto, srotolando poi uno striscione di dissenso e rifiutandosi di abbandonare il campo nonostante l’intervento delle forze dell’ordine. Per tutta risposta, il questore e il prefetto di Roma avevano ordinato il rimpatrio di Di Finizio a Trieste, con divieto di ritornare nella Capitale per 3 anni. Un provvedimento ora annillato dai giudici del Tar, secondo cui l’ex titolare del locale barcolano non ha commesso reato, ma avrebbe semplicemente espresso la propria opinione. Di qui la scelta di accogliere il ricorso di Di Finizio, annullando il provvedimento.

Nel decreto prefettizio, infatti, si fa riferimento a «coloro che per il loro comportamento debbano ritenersi, sulla base di elementi di fatto, dediti alla commissione di reati che offendano o mettano in pericolo la sicurezza pubblica». Questo passaggio, si legge nella sentenza, non ha nulla a che vedere con l'atteggiamento contestato a Di Finizio «il quale non integra condotte penalmente rilevanti, ma costituisce espressione del diritto garantito dall'articolo 21 della Costituzione».

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