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«Ma l’industria dei congressi è azzerata»

Inglesi e austriaci affollano l’albergo Savoia. E il Caffé degli specchi torna salotto superaffollato

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«La crescita è reale, anche se non eccezionalmente marcata e per quanto ci riguarda si riferisce esclusivamente ai turisti stranieri». Il commento è di Riccardo Zanellotti general manager del più noto albergo triestino, il Savoia excelsior palace. «L’aumento di stranieri connota anche in questi primi mesi dell’anno - commenta - non solo austriaci e tedeschi, ma anche tanti inglesi e americani che magari dopo una visita a Venezia trascorrono qualche giorno anche a Trieste. Gli italiani invece continuano a calare un po’ di anno in anno». Secondo Zanellotti alla base di tutto ciò non c’è soltanto la crisi economica che dal 2008 in poi in Italia ha picchiato duro, ma anche l’assenza di un grande e moderno Centro congressi, vera macchia nera della città. «La meeting industry ultimamente è pressoché assente - si rammarica - e questo pesa perché i congressi nazionali sono tanti. Altrove si riuniscono spesso 3mila, 4mila medici o farmacisti, qui non sucede mai. Padova ha appena inaugurato un Palazzo dei congressi e migliaia di convegnisti rimangono tre o quattro giorni di fila in città, Taormina quanto a collegamenti ferroviari è più penalizzata di Trieste eppure vive anche di congressi».

Ma nel complesso i turisti italiani non stanno calando stando sia alle statistiche che ad altre testimonianze. «Devo fare i complimenti al sindaco - sottolinea Ricardo Faggiotto, gestore del Caffé degli Specchi - perché la strada che ha imbooccato il Comune è quella giusta e il risultato si vede anche ai nostri tavolini. Siamo onorati del fatto che questo è tornato ad essere il salotto della città. Non solo ci sono quotidianamente turisti provenienti dalla Slovenia fino ai Paesi più lontani, ma soprattutto turisti italiani di tutte le regioni. E quello che è ancora più confortante è che si fermano parecchi giorni e ogni giorno tornano qui per il caffé e per l’aperitivo. Per un ulteriore salto di qualità non servono eventi eccezionali o attrattori perché la storia e la cultura di Trieste ultimamente sono conosciute ovunque».

L’onda lunga della crescita è arrivata anche nei negozi. «Molto più movimento si nota da parecchi mesi - commenta Franco Rigutti vicepresidente di Confcommercio - coppie con la mappa della città in mano, famiglie, gruppi in visita guidata: alla fine qualcuno compra sempre, anche grazie all’allargamento della aree pedonali». (s.m.)

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