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La Regione Fvg bypassa la gara per l’autostrada A4

L’affidamento “in house” ad Autovie è vicino allo sblocco del governo. Analoga soluzione già adottata per l’Autobrennero

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L'autostrada a4 

TRIESTE. Palazzo Chigi sblocca la partita per il rinnovo della concessione autostradale ad Autovie Venete, in scadenza nel marzo 2017. Il percorso è l’affidamento “in house”, cioè un controllo diretto e totale della Regione sulla società, che ora «può partire», ha annunciato ieri la presidente del Friuli Venezia Giulia e Commissario per l’emergenza in A4 Debora Serracchiani In sostanza la Regione ora si prepara ad acquisire Autovie.

«Il governo ha detto sì», le parole secche della governatrice in una nota diramata nel pomeriggio che chiude il cerchio di una serie di incontri «di alto livello» avvenuti a Roma nei giorni scorsi. Un passaggio di rilevo che, se portato a termine, consentirà di evitare la gara europea. La modalità “in house” è già stata riconosciuta dal ministero delle Infrastrutture all’Autobrennero, la cui concessione era terminata nell’aprile 2014. Questa concessionaria ha caratteristiche in molti punti assimilabili a quelle di Autovie, sottolinea proprio la giunta, anche perché entrambe sono controllate da enti locali. «Sulla base del principio di collaborazione fra amministrazioni pubbliche – spiega Serracchiani – l'ipotesi di una concessione in house è un obiettivo più che concreto». Ma è anche la recente approvazione al Senato del disegno di legge sulla riforma del codice degli appalti a portare l’esecutivo in questa direzione: si tratta di un ddl che recepisce le Direttive europee in materia di contratti pubblici.

Tra queste figura la n°23 del 2014 che, all'articolo 17, stabilisce la legittimità di un affidamento con questa modalità ad aziende controllate dalla pubblica amministrazione. «Una delle novità contenute nel provvedimento – rileva ancora Serracchiani – è proprio quella che riguarda le autostrade. La regola generale, infatti, prevede che per le concessioni di prossima scadenza non ci saranno proroghe d'ufficio, ma dovrà essere prevista una disciplina transitoria per l'affidamento ad evidenza pubblica, con eccezione delle società a controllo pubblico com'è, appunto, il caso di Autovie Venete, a cui si applicherà l'articolo 17 della direttiva europea». Visto che per autorizzare la concessione “in house” serve un cappello totalmente pubblico, per la società – in cui sono presenti anche banche e altri enti locali – si aprono scenari diversi dall’attuale assetto.

In sostanza, ora che il ministero competente ha autorizzato l’avvio del percorso, Autovie si impegnerà innanzitutto a incamerare le azioni dei privati. E, in un secondo step, dovrà uscire da Friulia, la finanziaria regionale che detiene oltre l’82% delle quote, e costituire una contenitore a totale capitale pubblico. Le proiezioni dicono che il costo dell’operazione sarebbe di 40 milioni di euro, per inciso. Solo a quel punto la nuova realtà sarà considerata a piena direzione regionale per poter gestire, in questo modo, l’autostrada dell’A4. Serve, in quindi, una partecipazione diretta e totale. Una formula che permetterebbe di dribblare la gara europea e far rimanere Autovie un bene nelle mani del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Con la conseguenza che i futuri dividendi continuerebbero ad essere impiegati in regione, così come avviene attualmente con Friulia nelle operazioni di reinvestimento a favore del tessuto economico locale. Con una impresa non più regionale, invece, questo non sarebbe possibile.

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