In evidenza
Sezioni
Magazine
Annunci
Quotidiani GNN
Comuni

Redipuglia svela il ‘15-‘18, ma la politica non ascolta

Assenze pesanti all’inaugurazione della stazione trasformata in museo multimediale . Subito il pieno di turisti anche stranieri. Piace la scelta di far parlare il Duca d’Aosta

2 minuti di lettura
L'inaugurazione del Museo multimediale sulla Grande Guerra 

FOGLIANO. Il pubblico c’era, ieri mattina, alla presentazione del museo multimediale della Grande Guerra, sorto all’interno della stazione ferroviaria di Redipuglia, definitivamente completato e pronto ad assolvere appieno la sua funzione divulgativa e di “acchiappaturisti”. Ma si sono notate assenze importanti nella platea di chi, indossando i regolamentari occhialini, ha potuto ammirare il grande lavoro svolto in questi mesi da Skylab Studios, l’organizzazione assoldata da Comune, Pro Loco e associazione “Clio” per concretizzare quello che, solo a pochi mesi fa, era solo un sogno.

Le assenze più vistose quella della Regione, con gli assessori impegnati in una riunione di giunta e con nemmeno un consigliere a sostituirli, mentre i parlamentari regionali erano rappresentati dal solo senatore ex grillino Lorenzo Battista. E gli altri? Non pervenuti. C’è chi l’ha notato e chi l’ha fatto notare, non calcando troppo la mano. «Certo è – sono le parole del sindaco di Fogliano, Antonio Calligaris – almeno sino ad oggi abbiamo fatto gran parte da soli e posso dire che siamo tra i pochi ad essere pronti, con strumenti innovativi ed accattivanti, a dare al centenario quel ruolo che tutti si aspettavano. Istituzioni come la Provincia di Gorizia o persone come il consigliere regionale Diego Moretti ci hanno dato una mano, ma ora c’è bisogno che tutti si accorgano di quanto lavoro è stato fatto e come esso non possa fermarsi a una data solitaria».

Qualche rammarico c’è da parte di Fogliano e anche del coordinatore dei “Sentieri di pace”, Franco Visintin, che in più occasioni ha “spinto” perché questa organizzazione non sia lasciata sola. «La stazione ferroviaria, il Sacrario ed il cimitero austroungarico – ha detto – sono i punti focali della nostra offerta e ben si integrano tra di loro. Ora più che mai c’è bisogno del sostegno di tutti e della collaborazione sempre più ampia».

Che ci sia interesse lo dimostra il fatto che proprio mentre era in atto la presentazione, hanno fatto il loro ingresso cinque turisti tedeschi. Ad ascoltare l’esauriente spiegazione fornita da Giuliana Variola e Maria Anita Biaggiotti anche il vicepresidente della Provincia, Mara Cernic, la quale ha rimarcato la volontà di proseguire questo cammino, l’architetto Grusovin per la Camera di Commercio di Gorizia, Edi Driutti di Terna, che su questo progetto ha investito 100mila euro, il sindaco di Doberdò del Lago, Vizintin, il direttore generale e di filiale della Banca di credito cooperativo di Turriaco, Andrea Musig e Marco Trentin.

Il museo multimediale della Grande Guerra si ripresenta al pubblico nella sua nuova veste grafica in coincidenza con il centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto. Ampliato e arricchito dopo l’apertura nella sua versione d’anteprima del luglio 2014, offre ai visitatori un’esperienza visiva a tutto tondo che proietta il visitatore nella terribile realtà della guerra di trincea grazie a un apparato fotografico di migliaia di immagini corredate da didascalie provenienti da varie collezioni private (con particolare attenzione al contesto del fronte isontino) e un allestimento multimediale che renderà l’esperienza unica nel suo genere.

Esso accompagna il visitatore tramite le più moderne tecnologie al servizio della storia e della cultura curate da Skylab Studios che ha messo al servizio del museo il suo team di esperti. Una visita interattiva, basata su tre percorsi tecnologici: il classico Qrcode e il chip NFC con i quali gli smartphone possono comunicare con le installazioni del museo in uno scambio di informazioni bidirezionali e il percorso, fiore all’occhiello del museo, caratterizzato da sei personaggi in realtà aumentata che prendono vita e parlano con il visitatore. La crocerossina, il soldato semplice italiano, l’ardito, l’austriaco, l’alpino e il Duca d’Aosta, quest’ultimo reso ancor più reale dall’uso della voce originale, interagiranno trasportando il visitatore attraverso il loro racconto nella realtà della Grande Guerra sul fronte italiano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

@luca_perrino

I commenti dei lettori