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«Immigrati, nuova beffa per Gorizia»

Il sindaco: «Il trasferimento del prefetto indebolisce la lotta all’invasione». Il questore: «Non abbiamo i problemi di Ventimiglia»

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La nomina di Vittorio Zappalorto a prefetto di Udine è l’ennesima beffa ai danni di Gorizia sul fronte dell’immigrazione. Ne è convinto il sindaco Romoli. Mentre i Paesi seri e responsabili verso i propri cittadini assumono provvedimenti concreti contro i cosiddetti profughi, a Gorizia l’emergenza è continua. In questo contesto alla città che da quasi un anno è in prima linea, e peggio messa tra gli altri centri regionali, è riservata l’ennesima beffa, con la benedizione della Regione.

Se Zappalorto è il funzionario più idoneo a occuparsi della gestione degli immigrati, e la promozione a Udine lo conferma, perché toglierlo dalla prefettura di un territorio dove l’invasione è tambureggiante?

La rabbia, a stento contenuta, del sindaco Romoli: «Mi spiace che l’apprezzamento nei confronti del prefetto Zappalorto rivoltogli dal Ministero dell’Interno, da me perfettamente condiviso, gli abbia valso il trasferimento a Udine, piazza più importante, ma in questo momento meno in prima linea rispetto a Gorizia. La città ha bisogno di un prefetto intransigente e mi auguro che il nuovo metta in campo la necessaria determinazione per difendere la città da questo flusso migratorio che è ormai diventato un’invasione».

Il nuovo prefetto di Gorizia, Isabella Alberti, è al suo primo incarico e proviene da un’esperienza amministrativa nell’ambito dei servizi per l’immigrazione. Troverà a Gorizia una città fiaccata e avvilita dall’oltraggio che le riservano le istituzioni pubbliche regionali e statali. I ripetuti appelli del sindaco Romoli di adottare provvedimenti per arginare l’invasione sono puntualmente caduti nel vuoto. Mentre si ripetono noiose le stucchevoli rassicurazioni di chi con i numeri cerca di confutare la drammatica realtà cittadina.

Intanto il questore di Gorizia Lorenzo Pillinini ha partecipato al Viminale al vertice sulla crescita di ingressi da Austria e da Slovenia. «Gorizia non vive i gravi problemi di Ventimiglia o di altre grandi città italiane. Da quanto emerso nel corso dell'incontro, arriveranno rinforzi alla Polfrontiera di Tarvisio, mentre per quanto riguarda i nostri territori va evidenziato come la pista slovena sia soltanto occasionalmente battuta dai passeur», spiega Pillinini. Che sul rintraccio di immigrati di Romans aggiunge: «Anche in questo caso non abbiamo contezza del punto in cui siano entrati, se da Nova Gorica o dal Cividalese. La polizia slovena in ogni caso monitora con scrupolo le frontiere, nonostante il pressing della rotta balcanica soprattutto sul versante ungherese», conclude. «Cercheremo di migliorare e adeguare i dispositivi di controllo alle frontiere che già ci sono», conferma il questore di Udine, Claudio Cracovia.

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